Mangia meno, maiale
Un malato di (grave) obesità si guadagna da vivere insegnando a distanza come scrivere. Appurato che l'attore protagonista per fortuna è soltanto un po' in carne e che sono trucchi quelli che lo hanno trasformato in una balena umana - con tutto il rispetto per Moby Dick - avverto chi legge che il film, recente, è del genere teatrale nel senso che con una certa facilità la storia potrebbe essere rappresenta su un palcoscenico. Il protagonista è visitato da una infermiera che anche lo rifornisce di cibo, dalla figlia diciassettenne, da un giovane predicatore, dalla ex moglie, e infine da un corriere della pizza. La figlia è un'adolescente insopportabile che non perdona al padre di averla "abbandonata" da bambina in occasione della fuga amorosa con un giovanotto, un allievo. Il predicatore è un giovane che in realtà ha rubato i soldi dalla cassa della setta di appartenenza. La moglie appare, ma non saprei perché. Il corriere della pizza resta di sasso quando in un caso vede che razza di cliente rifornisce. In tale grigio e claustrale contesto l'infermiera mi pare l'unica persona con cui io vorrei, costretto, avere a che fare. Per fortuna il protagonista muore. Il film è buono da vari punti di osservazione, serve solo un po' di pazienza per sopportare qualche conato di intellettualità letteraria da yankee. Ottimo il protagonista.
(Il titolo del post deriva dalla "malattia dei tre emme", un modo di dire che si usava molti decenni fa in caso di "indigestione")
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