Stato e sindacati

 Sabino Cassese nel Corsera (19 VII) tra le altre sue critiche allo Stato italiano durante la "pandemia" tocca l'istruzione, a quanto pare peggiorata dalla "didattica a distanza". Afferma poi che ai sindacati della scuola non importerebbe l'istruzione, ma l'inclusione in ruolo di nuovi insegnanti. Ora, i sindacati della scuola organizzano i lavoratori loro iscritti - e paganti quote. Ne difendono gli interessi. Fanno il loro mestiere di sindacati? Non lo so, ma certo il personale della scuola (dai bidelli ai "presidi") fa parte dei lavoratori. I sindacati invece non fanno parte dello Stato. Il discorso di Cassese mi ricorda le chiacchiere che da sempre incolpano i sindacati. 

I sindacati però non difendono abbastanza efficacemente i diritti dei lavoratori - scuola, fabbrica, pubblico, privato. Prova ne sia, tornando alla scuola, che gli insegnanti sono pagati poco. Lo Stato è la controparte, il padrone. Con la controparte non si collabora. Se sì, non si fa attività sindacale.

Oggi invece Angelo Bianco Pane sembra non capacitarsi del perché i governi non si curino della scuola. Al capitalismo serve una massa di servi ignoranti e impestati dal consumismo (altro che covid!) da usare. Al comando pochi eletti, formati in scuole e università cosmopolitiche "eccellenti". I borghesi, comodamente sistemati nei loro privilegi, non lo capiscono e soffrono.

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