O tempora, o mores!

 Un paio di articoli sull'università pubblicati nei giorni scorsi dal Corsera - di Galli Della Loggia e di Gian Antonio Stella - allarmano il lettore interessato alle cose accademiche. GDL depreca la concezione quantitativa inerente ai titoli concorsuali, "prodotti" che, lui teme, ben meno godrebbero di lettori che non di valutatori/computatori acritici. Inutile qui ripetere che GDL non incide in modo radicale. Semmai è interessante che en passant egli paventi una possibile separazione tra "scuole" universitarie di tipo scientifico e "scuole" universitarie di tipo umanistico

Ora, fermo restando che i "prodotti" accademici per essere valutati devono essere letti da cima a fondo, non importa che siano stati pubblicati da eccellenti riviste internazionali o da oscure riviste provinciali, che un accademico diciamo glottologo e un accademico diciamo astro-fisico possano oggi avere pesi diversi e magari remunerazioni diverse, è pensabile? Al netto, dico, della serietà imprescindibile di chi li esamina. 

Non rispondo, perché non m'intendo né di glottologia né di astrofisica, ma confesso che più di una volta ho pensato all'assurdità di un "ordinario" pedagogista che abbia uno stipendio uguale a quello di un "ordinario" neurologo. 

G. A. Stella scrive invece lungamente sull'obbligo di presentare in sede Anvur la traduzione inglese dei  "prodotti" accademici, magari scritti in altra lingua, e - perché no? - in italiano. Obbligo anche economicamente costoso, per gl'interessati ad "avanzare" nel mondo accademico, qualora costoro non siano in grado di tradurre in proprio i loro studi (pardon: prodotti). In inglese. GAS entra in dettagli che raccomando - astenendomene. Felice di non far più parte dell'università, che già nei miei ultimi anni molto mi fece disperare.

P.S. Tutti vedono che i timori di GDL e di GAS sono - come dire - alquanto senili. I due bravi spargitori d'inchiostro sono "fioriti"  infatti nello scorso secolo e mal si adattano al presente e alle sue regole strangolanti. Che la loro sia una guerriglia di retroguardia è sospettabile.  Cambino esercito, santiddio!

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