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Giustizia a orologeria?

 Quando una parte politica incorre in guai giudiziari subito prima delle elezioni afferma che non di coincidenza casuale si tratta, ma di "giustizia a orologeria". Cioè di intervento politicizzato da parte della magistratura - avversa.  Può essere che talvolta la magistratura si muova con finalità politiche, certo. Ma la coincidenza casuale nella vita esiste, come esiste la tendenza a interpretarla, da parte di chi ne è l'oggetto, come non casuale. Tale tendenza corrisponde, direbbe  - critico - David Hume, a "un bisogno della mente". I partiti bene o male hanno una loro mente che assomiglia a quella umana.

Asini

 "Si dovrebbe ricominciare a chiamare le cose con il proprio nome", scrive qualcuno a proposito di " mafia". Quindi io dovrei chiamare la "mafia" con il mio nome? Correttamente: " si dovrebbe ricominciare a chiamare le cose con il loro nome" L'aggettivo "proprio" dilaga, e chi non sa l'italiano lo usa a sproposito, perfino nel primo giornale italiano. 

Asini

 Nuovo orrore a mezzo stampa ... Il delitto di ... Genoveffa ... Quando Genoveffa è la vittima del medesimo ... Perfino nel primo quotidiano ...Orrore ed errore ..

Outsider

 Lo scrittore Usa J.Franzen dichiara al Corsera di scrivere in quanto è un outsider ... Infatti il primo quotidiano di una colonia Usa gli dedica due intere pagine ...Forse outsider vuol dire fuori di testa?

Dalla sera alla mattina?

 Un professore universitario in ambito medico si rammarica perché a 70 anni compiuti sta per andare in pensione; dichiara che "dalla sera alla mattina" dovrà interrompere il suo impegno... Ma tutti lo sanno che i professori universitari vanno in pensione a 70 anni, non capisco... Sì, smettere a volte è dura, si è "vecchi"...Via dal potere, dal comando...Dai microfoni protesi dei tg, magari di provincia,  in cerca di " verità" sul covid...  Il professore dimentica che i più vengono "accompagnati all'uscita" molto prima dei 70... Gli accademici se potessero terrebbero la cattedra fino alla loro morte, i credenti nell'al di là anche dopo...

Faccetta nera

  Se il fascismo rispolverò Roma antica, vincitrice e imperiale, e magari la lucidò usando troppo Sidol, cos'hanno fatto gli ebrei, che si sono pappati la Palestina in nome di qualche loro tribù vissuta colà millenni prima? Di questi temi, solo del primo beninteso, parlava giorni fa Paolo Mieli con una professoressa in carne e ossa e una dottoressa in effigie. Tra l'altro i tre, di cui solo la giovane dottoressa è perdonabile, hanno affermato che mentre il fascismo fu razzista, Roma antica non lo era...  "Faccetta nera" ... Sottometti mezzo mondo (Roma caput mundi), fai schiavi, trasformi in carne da circo degli esseri umani ... ma mica sei razzista, nooo!  Diciamo meglio: il concetto di razzismo è troppo moderno per adattarsi all'antica Roma.

Il coro e i solisti

Il libro di E. De Felice - Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo (prima ed. 1961, ultima 2020) -  è lungo, meticoloso, a tratti noioso, e stampato (Einaudi) in caratteri adatti a occhi sopraffini. Viziato tragicamente dalla postura intellettuale dell'autore, che giudica il prima (antisemitismo) alla luce del dopo (eliminazione fisica degli ebrei in massa), resta però una lettura utile. Infatti mostra il conformismo come una costante abbastanza solida da prosperare sia sotto una dittatura, sia in regime democratico. Gli imbecilli e mascalzoni che parteciparono al coro* antiebraico negli anni trenta e quaranta, sono oggi gli imbecilli e mascalzoni che partecipano al coro filoebraico.  Ciò detto, la ricerca compiuta dal famoso biografo di Mussolini, appunto EDF, informa documentatamente di quanto segue: gli ebrei italiani erano, dopo la fine della prima guerra mondiale (1915-1918), poche decine di migliaia e, in genere, seguirono il fascismo con una partecipazione non div...