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Biancaneve birichina

 Un'avvenente ragazza racconta all'incantato psicoterapeuta la sua versione di Biancaneve e i sette nani -  senza nani, ma con sette uomini, tre fratelli, un veterinario, un libraio, il figlio dello stesso e infine un prete, tutti variamente soggiogati dalla protagonista, Claire, oggetto di invidia progettualmente omicida da parte della matrigna. La matrigna è interpretata da Isabelle Huppert. Altri volti noti del cinema francese sfortunatamente non hanno per me un nome memorabile. Il film è intitolato "Bianca come la neve" (Francia, 2019). Poiché Claire, di cui è invaghito anche il "compagno" della matrigna, amoreggia in modo esplicito con due dei fratelli, con il veterinario e con il figlio del libraio, il film è "sconsigliato ai minori di 14 anni". Ciò mi ha indotto a riflettere sulla perdita della cosiddetta innocenza, che potrebbe situarsi, nella vita di ciascuno di noi, attorno al momento del sorgere del sospetto che tra Biancaneve e i sette ...

I delfini

 Ieri sera 18 Febbraio Rai Storia ha trasmesso "I delfini", un film in bianco e nero del 1960, regia di Francesco Maselli. Ai tempi ero un po' troppo ragazzino per sorbirmi sti delfini*, ammesso che non fossero vietati ai minori di 16 anni. Non si tratta dei famosi mammiferi tanto intelligenti che sguazzano nei mari e talvolta sopravvivono prigionieri in vasche e simili, ma di giovani ricchi che vivono in provincia, non ho capito però dove a causa della mia ignoranza in merito alle meraviglie d'Italia. Ravenna? Modena? Molti visi noti, Claudia Cardinale, Tomas Milian, Sergio Fantoni e altri di cui non ricordo il cognome. A parte Claudia, diverse belle signorine e una interessante signora, tale Betsy Blair. Sono un appassionato dei film italiani anni sessanta, anche cinquanta e via indietro nel tempo, ma "I delfini" è bruttino. Azzardo l'osservazione che non dispiace del film una corsa in auto, ai tempi cinematograficamente non facile da realizzare. La sc...

Un vero personaggio

 Mi sono ritrovato all'improvviso davanti agli occhi Quel che resta del giorno , romanzo di K. Ishiguro * (1989) tradotto in film nel 1993. L'ho riletto. Un maggiordomo non più giovane sfrutta alcuni giorni di ferie per andare a trovare una ex collega governante. Siamo negli anni cinquanta, la tremenda guerra mondiale (1939-1945) è ormai alle spalle, il padrone della "grande casa" in cui lavora il maggiordomo non è più un sir inglese, ma un ricco statunitense. Suggestivo, vero? La sera di ogni giornata di viaggio verso l'appuntamento con la ex collega, ormai una signora sposata con una figlia, tra un po' nonna, il maggiordomo scrive un "diario" di viaggio che in realtà è il volume che abbiamo in mano noi lettori. Egli ricostruisce la propria carriera di domestico fedele alla professione e alla professionalità con stile meticoloso, ampolloso, colmo di intelligenti astuzie eufemistiche. Ripercorre le fasi del proprio servizio sotto il vecchio padrone, ...

Schiuma

  Contro l'accorpamento dei licei classici fiorentini Galileo e Michelangiolo, siti in centro il Miche, in centrissimo il Galileo, hanno preso posizione diverse persone coinvolte ... Ho appreso che esisterebbe o sarebbe esistita una rivalità tra i due licei - di cui non avevo mai sentito riflessi, fiati, rumori, nonostante che li abbia frequentati entrambi nella prima metà degli anni sessanta dello scorso secolo... quando ero al Galileo ignoravo il Miche; quando sono passato, su "consiglio" di mio padre, al Miche, del Galileo m'importava solo nel senso che avevo qualche amico un po' meno vicino a me. Sia il Galileo sia il Miche erano e sono edifici adattati, vecchi ... l'accorpamento, di cui m'importa il giusto dal punto di vista dell' "appartenenza", è improntato al risparmio ... Per quanto mi riguarda, ai tempi per me era più comodo il Miche del Galileo, ma il Galileo è più vicino per chi da fuori Firenze scende alla stazione centrale ... S...

Obbligo smartphonico

Può l'orario scolastico interrompere la connessione smartphone di grandi e piccini? Questo è il problema, difatti la connessione smartphone è il coinvolgimento principale di grandi e piccini, fuori o dentro la scuola ... sempre, anche di notte ... Il divieto del ministro dell'istruzione di usare lo smartphone durante l'orario scolastico è patetico e potrebbe creare un clima da proibizionismo regalando fascino ulteriore alla connessione smartphone ... forse l'idea astuta potrebbe essere quella di obbligare tutti, grandi e piccini, a scuola e ovunque, a usare lo smartphone ... come di recente ci hanno obbligato a vaccinarci contro il covid dando però luogo a balde minoranze di ribelli ...

I tragicomici sconsolati di Kazuo Ishiguro

 Un celebre pianista inglese, Ryder, è invitato a tenere un concerto in una città probabilmente austriaca, comunque dove si parla il tedesco. Arriva un paio di giorni prima del concerto e subito è preso in una serie di contrattempi illimitata che lo accompagna fino al momento in cui finisce il romanzo, che è Gli inconsolabili , di Kazuo Ishiguro (1995, nell'originale The unconsoled ). Tra i contrattempi emerge presto il fatto che Ryder ha un passato in città, insomma è conosciuto anche a causa di suoi precisi trascorsi con una donna e un bambino, i quali lo coinvolgono all'improvviso, ma senza che lui se ne stupisca. Pare ricordarsene... Il lettore del romanzo si accorge che qualcosa non torna: la sera dell'arrivo il pianista va al cinema a rivedere "2001 Odissea nello spazio", con Clint Eastwood e Yul Brinner tra gli interpreti. Ora, è noto che i due attori nella realtà non recitano nel film, ragione per cui tale incongruenza macroscopica segnala che la storia av...

Il tempo perso

Ho nei decenni letto tre volte il primo volume de La Recherche , due volte gli altri, una volta l'ultimo della serie. Tra gli eroici traduttori ricordo Giorgio Caproni, Natalia Ginzburg, Franco Fortini. La terza volta che ho letto il primo volume, ciò dipese proprio dal traduttore, Giovanni Raboni. Ma non è di queste cose che intendo scrivere. Il tempo ritrovato , questo il titolo dell'ultimo volume, induce il lettore a pensare che quanto ha letto fin lì adesso trovi la sua sistemazione teorica ... ma è molto noioso e suggerisce che Proust fosse un perdigiorno ... quanto teorizza in fatto di arte narrativa, che è del tutto squisito, abbisognerebbe di qualche pagina, non di decine e centinaia ... insomma, Proust approfitta del lettore che si è costruito in migliaia di pagine per rifilargli una vera stoccata ... dopo avergli servito elucubrazioni sul vissuto francese della guerra 15-18 ... e prima di annichilirlo con il relativismo applicato alla mondanità ...