Il tempo perso

Ho nei decenni letto tre volte il primo volume de La Recherche, due volte gli altri, una volta l'ultimo della serie. Tra gli eroici traduttori ricordo Giorgio Caproni, Natalia Ginzburg, Franco Fortini. La terza volta che ho letto il primo volume, ciò dipese proprio dal traduttore, Giovanni Raboni. Ma non è di queste cose che intendo scrivere.

Il tempo ritrovato, questo il titolo dell'ultimo volume, induce il lettore a pensare che quanto ha letto fin lì adesso trovi la sua sistemazione teorica ... ma è molto noioso e suggerisce che Proust fosse un perdigiorno ... quanto teorizza in fatto di arte narrativa, che è del tutto squisito, abbisognerebbe di qualche pagina, non di decine e centinaia ... insomma, Proust approfitta del lettore che si è costruito in migliaia di pagine per rifilargli una vera stoccata ... dopo avergli servito elucubrazioni sul vissuto francese della guerra 15-18 ... e prima di annichilirlo con il relativismo applicato alla mondanità ...

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