I tragicomici sconsolati di Kazuo Ishiguro
Un celebre pianista inglese, Ryder, è invitato a tenere un concerto in una città probabilmente austriaca, comunque dove si parla il tedesco. Arriva un paio di giorni prima del concerto e subito è preso in una serie di contrattempi illimitata che lo accompagna fino al momento in cui finisce il romanzo, che è Gli inconsolabili, di Kazuo Ishiguro (1995, nell'originale The unconsoled). Tra i contrattempi emerge presto il fatto che Ryder ha un passato in città, insomma è conosciuto anche a causa di suoi precisi trascorsi con una donna e un bambino, i quali lo coinvolgono all'improvviso, ma senza che lui se ne stupisca. Pare ricordarsene... Il lettore del romanzo si accorge che qualcosa non torna: la sera dell'arrivo il pianista va al cinema a rivedere "2001 Odissea nello spazio", con Clint Eastwood e Yul Brinner tra gli interpreti. Ora, è noto che i due attori nella realtà non recitano nel film, ragione per cui tale incongruenza macroscopica segnala che la storia avviene in una realtà parallela. Altri aspetti di realtà parallela sono la presenza di nomi di musicisti ignoti al lettore in quanto inesistenti nella realtà di lui - nostra. Non esistono, come non esistono le loro opere dai bislacchi titoli. Oltre a ciò un fenomeno che colpisce subito è quello della dilatazione del tempo. Il famoso pianista, arrivato in albergo e accompagnato nella sua stanza da un facchino in ascensore, è da quest'ultimo intrattenuto in merito alle incombenze dei facchini così a lungo (e spassosamente) quanto sarebbe impossibile durante una normale salita in ascensore. E' probabile che il tempo vissuto dal pianista sia quello solito, ma non è così per quanto riguarda il tempo vissuto dal facchino e dagli altri personaggi presenti in città. Pochi minuti del pianista corrispondono a due ore dei locali. Altre manifestazioni: come fosse un "narratore onnisciente" il pianista vede i personaggi, quello che fanno, al di là degli ostacoli materiali (pareti, muri, angoli) che normalmente lo impedirebbero. E sa quello che pensano. O hanno pensato.
Dimostrato che il romanzo appartiene al genere fantastico, è forte la tentazione di paragonarlo ad altri testi che trattano il tema del "nuovo arrivato in città". L'ispettore, di N. Gogol, e Il castello, di F. Kafka. Nel primo, opera teatrale, un viaggiatore viene scambiato per un ispettore proveniente dalla capitale ed è trattato dai vari personaggi come fosse un'autorità da tener buona. Nel secondo un agrimensore, invitato in un piccolo centro a svolgere il suo lavoro, fa di tutto fuorché il mestiere di agrimensore. Altre suggestioni: l'assurdo chiacchiericcio che avvolge il pianista e il lettore fa pensare a E. Ionesco ... Comunque sia, e a proposito di contrattempi, si potrebbe dire che in questa storia ciò che deve accadere - gli incontri e le visite preliminari al concerto - decade sempre. Il lettore ansioso va incontro a una sorta di cura omeopatica.
Un'ultima caratteristica dell'area in cui si svolge l'azione, o meglio l'inazione, è che si scoprono contiguità spaziali per cui, sospettando il protagonista e il lettore di trovarsi lontani da un certo luogo, essi scoprono di essergli vicinissimi. Non è solo il tempo a dilatarsi o a restringersi, ma anche lo spazio. In tutto ciò, è ovvio, v'è dell'onirico ...
Per concludere, il romanzo ha molti aspetti di comicità che lo rendono a tratti divertente, non solo interessante. Capolavoro? Sì.
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