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Vacci nati e vacci morti

Dopo l'ondata immensa delle vaccinazioni anti covid tra la gente comune gira la voce che qualche morte sia strana, improvvisa, e qualcuno, soprattutto tra i non vaccinati, sostiene che tale stranezza e imprevedibilità sia legata alle suddette vaccinazioni. In altri termini viene applicata da costoro la nota fallacia consistente nel confondere il "dopo che" (post) con l' "a causa di" (propter). Del resto morti improvvise e strane ci sono sempre state. Se tuttavia un noto medico pubblicista propone su uno dei più diffusi quotidiani italiani* i risultati di una ricerca, svoltasi in Francia , sulle morti avvenute dopo il periodo covidoso tra i vaccinati in confronto con le morti avvenute tra i non vaccinati, allora viene da pensare che anche  in sede specialistica e scientifica  qualche domanda sugli effetti indesiderati delle vaccinazioni  ci si faccia. Per venire a me, io non   mi sono fatto vaccinare per 3 motivi più 1 : perché si pretendeva che lo facessi, p...

Le vicissitudini del freddo e del caldo

 La messa in scena di Mishima della frigidità - con il romanzo Musica* - consta, oltre che di una credibile imitazione della psicanalisi, di un fugace accenno al romanzo di Stendhal  Armance . Piuttosto noioso, quest'ultimo racconta le inspiegabili peripezie di un giovane attorno a una fanciulla di nome Armance. Costui fa di tutto per non guadagnarsi le grazie di lei (eppur si sposano) definendosi altresì un mostro . E' probabile che tale "mostruosità" sia l'impotenza, eppure a ciò nel testo non si accenna, quasi che il testo in sé replichi le vicissitudini della storia, oziose e ingarbugliate. Leggendo questa deludente opera di Stendhal mi è tornato alla memoria  Il bell'Antonio di Vitaliano Brancati, che inscena magistralmente il tema della impotenza - nell'ambiente dei possidenti catanesi durante il governo fascista (1922-1943). Come il protagonista stendhaliano, il bell'Antonio cerca di ingannare la moglie con qualche gabola al fine di evitare l...

Un bel temino

  Una firma del Corriere già accademica in ambito storico definisce pogrom i fatti del 2023 occorsi nei kibbuzin*  situati attorno alla striscia di Gaza. Errore grave, i pogrom avvennero in Russia all'inizio del xx secolo come insurrezioni distruttive realizzate da maggioranze di cristiani ai danni di minoranze ebree. I fatti del 2023 furono una sortita della minoranza musulmana, assediata dagli ebrei ma organizzata da Hamas, ai danni della maggioranza ebrea, com'è noto impadronitasi della Palestina con l'aiuto di mezzo mondo e con i notevoli mezzi di cui gli ebrei innegabilmente dispongono. La cosiddetta Notte dei cristalli (Kristallnacht), evento occorso in Germania nel 1938, potrebbe sì essere definita pogrom, infatti fu realizzata dalla maggioranza cristiana tedesca organizzata dai nazionalsocialisti ai danni della minoranza ebrea.  La suddetta firma accademicamente titolata paragona i fatti palestinesi del 2023 all'operazione militare russa iniziata nel 2022 in U...

Adagio adagio ve li vedrete solo a Roma sti film

 Notevole il film "Adagio" (2023) di Sollima, che davvero può essere considerato un creatore di cinema appagante dal punto di vista estetico. Anche troppo. Ho avuto, seguendo "Adagio", l'impressione che i disegni di Tanino Liberatore (v. Cannibale e Frigidaire ) non siano ignoti a Sollima. La trama è ingarbugliata e insieme omaggia, anche troppo, la realtà delle cose umano-sociali, spesso ingarbugliatissime. Piuttosto il romanocentrismo insito nel non sottotitolare il "dialoghi" mi lascia perplesso, non è la prima volta ... Dal momento che i film dove si parla per esempio napoletano sono sottotitolati, mentre quelli romaneschi non lo sono, viene da pensare che certi film siano fatti per i nati e cresciuti nella capitale. Decine di milioni di spettatori (potenziali) non intendono gran parte del parlato ... Mi riferisco alle visioni in sala e in tv, non a quelle in dvd, dotate di sottotitolazione

Lettere d'amore

 "Lettere d'amore" è un film del 1990 che ho rivisto per caso ieri 15 xi 2025. Racconta dell'incontro con esito matrimoniale tra una vedova che tira avanti con due figli e un coetaneo analfabeta che sopravvive insieme al padre a carico. La fama di Jane Fonda e quella, già allora enorme, di Robert De Niro mi fanno pensare alla inadeguatezza del loro ingaggio nel film, tanta è la massa di finzione insita nella loro interpretazione dei personaggi suddetti. Né i due sono tanto bravi da farci dimenticare chi siano. Questa è una cosa cui mi ha fatto pensare il film, certo interessante là dove segnala l'importanza di saper leggere e scrivere ai fini del vivere odierno. Ingaggiare due star è stato un errore, anzi, dirò meglio, una colpa: troppo belli loro, troppo lindo il tutto, quasi che gli Usa degli anni ottanta fossero il villaggio dei Puffi. E pure senza Gargamella! Dove un analfabeta di quaranta anni impara a leggere amorosamente istruito da un'operaia vedova e,...

Resa incondizionata

 Ieri 11 xi 025 una firma del Corriere contestava certe affermazioni sul fascismo fatte da Roberto Vannacci scrivendo tra l'altro che il fascismo fu responsabile della resa incondizionata agli Alleati. Tale resa fu però firmata il 3 Settembre 1943 dal governo Badoglio, da Luglio in carica per volere della monarchia, la quale aveva fatto incarcerare Benito Mussolini (25 Luglio 1943). Il fascismo fu responsabile della alleanza con la Germania e della guerra, durata per l'Italia dal 1940 al 1945, fu corresponsabile dell'andamento delle varie fasi, ma evidentemente non della firma della resa incondizionata.

Paura del crimine

Il fu politico W. Veltroni, oggi moralista e sociologo giornalistico,  il 9 xi 025 sul Corriere  tratta di sicurezza e irride il concetto di percezione (di sicurezza/insicurezza), ma sbaglia, perché la percezione nell'agire umano-sociale è sempre importante e spesso non collima con i fatti. Dalla sociologia sappiamo che la "paura del crimine" non corrisponde spesso alla realtà del crimine. Chi non esce mai la sera né transita nella città di notte semplicemente ignora come vadano di fatto le cose umano-sociali nella città stessa. Qualora segua tv e giornali può farsi delle opinioni in genere improntate all'allarmismo. Allarmismo non è allarme. E' allarme esagerato. I fatti sono roba dura. Quantitativa. Il crimine esiste e i rimedi sarebbero come una forbice di cui una lama è la repressione e l'altra la equità sociale. Le percezioni sono responsabilità anche dei media e dell'agire politico.