Raccontare
Sempre più spesso leggo e sento il verbo "raccontare" connesso ad "oggetti" che non gli competono. Il culmine abominevole sta nel "raccontarsi", "x si racconta", inteso orribilmente come "raccontare sé" e non com'è giusto: "raccontare a sé", tipo: "x si racconta delle balle".
Orbene: si racconta una storia, una favola. Non si racconta una persona.
"Raccontarsi", osceno, mostruoso, intollerabile, non a caso usatissimo dal quotidiano La Repubblica, non si deve dire: si deve dire "raccontare di sé". Ecco, con questa forma, che viene dal latino "de", che rimanda al complemento di argomento, si aprono infinite possibilità.
Vi racconto l'ultima. Sì.
Vi racconto una storia. Sì.
Vi racconto una favola. Sì.
Vi racconto Napoleone. NO.
Vi racconto di me. Sì.
Vi racconto di Napoleone. Sì.
Orbene: si racconta una storia, una favola. Non si racconta una persona.
"Raccontarsi", osceno, mostruoso, intollerabile, non a caso usatissimo dal quotidiano La Repubblica, non si deve dire: si deve dire "raccontare di sé". Ecco, con questa forma, che viene dal latino "de", che rimanda al complemento di argomento, si aprono infinite possibilità.
Vi racconto l'ultima. Sì.
Vi racconto una storia. Sì.
Vi racconto una favola. Sì.
Vi racconto Napoleone. NO.
Vi racconto di me. Sì.
Vi racconto di Napoleone. Sì.
Commenti