Su allegri!

Una recensione di Antonio Negri ad un libro di Giorgio Agamben, pubblicata due giorni or sono sul Manifesto, mi ha dato da trascorrere una decina di minuti - allegri; la stroncatura negriana, questo ho capito, consta infatti di un linguaggio talmente innaturale che ritengo sia stato inteso da pochi addetti ai lavori. L'allegria dipende comunque dall'essermi io detto una volta ancora che i linguaggi settoriali servono a creare outsiders, più che a trasmettere conoscenze interne ad una comunità scientifica o intellettuale o professionale. E' del resto possibile che Negri odi Agamben, o che Agamben abbia a suo tempo stroncato Negri, e così via. Per chi non lo sapesse i due sono filosofi della politica, se non filosofi e basta. Orbene, il linguaggio settoriale della filosofia è il killer della filosofia stessa, che merita invece di essere prodotta secondo armonie linguistiche analoghe a quelle della saggistica in genere, se non uguali a quelle della narrativa. O delle favole.
Non ricordo di cosa tratti il libro di Agamben, né gli argomenti di Negri, su allegri!

Neppure ricordo com'è intitolato il libro di Aga, che razza di lettore che sono!

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