Perdita dell'innocenza: "Il disertore"
Uno studente tedesco di architettura (o d'ingegneria) dal 1944 partecipa alla disfatta del suo esercito, la Whermacht. Preso dai russi, cambia casacca e si ritrova nella parte orientale della Germania controllata dall' Urss. Presto viene convinto da una ragazza tedesca a passare all'ovest, dove, pare, i due si sposano. Mettono comunque al mondo due figli. Una sera insieme a un'altra coppia guardano la tv. Normalità anche troppo stucchevole. Il giovanotto riconosce durante lo spettacolo musicale in tv una cantante polacca frequentata da lui durante le vicissitudini qui riassunte. Molto turbato lascia la compagnia, salta sul suo Maggiolino e guida non saprei diretto dove, piangente. Fine del film. Il titolo, "Der Ueberlaeufer", tradotto in italiano come "Il disertore", rimanda qui più che alla diserzione al cambiar casacca (passaggio al nemico). Al tradimento. Si tratta di un'opera recente, genuinamente tedesca direi. Metto da parte i riferimenti alla guerra, crudele, ai crimini commessi da vinti e vincitori, alla divisione della Germania e alle sue conseguenze sulla vita dei tedeschi, costretti come nel caso del protagonista a "tradire" successivamente e ripetutamente le parti in causa; e mi viene in mente un romanzo di Mario Tobino intitolato Il perduto amore. Difatti la cantante polacca vista in tv è davvero il perduto amore del protagonista. Come nel romanzo di Tobino il fatto personale è dentro i fatti collettivi e viceversa, per cui non si sa bene in fondo che cosa si è perso. Forse l'innocenza.
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