La marchesa di O.

 Di Heinrich von Kleist, vissuto tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, tengo da anni a portata di mano una raccolta di racconti (Rizzoli editore) dei quali in questi giorni o meglio notti, a causa dell'insonnia, ho riletto La marchesa di O. (1808). Tra gl'incolti che molti di noi erano (eravamo) tale storia divenne nota dopo che il francese Rohmer ne ebbe tratto un film (1976).

Durante un assalto da parte di truppe nemiche una giovane vedova viene fatta oggetto di brame brutali, dalle quali è distolta per l'intervento di un ufficiale, il quale ultimo disperde la soldataglia ingorda. La signora resta incinta - non perché qualche soldato la abbia posseduta, ma perché il salvatore ha colto l'occasione offertagli dalle circostanze. Evidentemente svenuta durante l'amplesso, la vedova ignora chi sia il padre del nascituro, e realizza l'idea di far pubblicare da un giornale locale, siamo in Italia, una inserzione/appello al fine che il tanghero si faccia vivo e si prenda le ovvie responsabilità. Scandalo!

La storia non è semplice da riferire eppur tuttavia mi pare benissimo congegnata dall'autore, HvK, non poco divertito, direi, dalla trama. 

L'ufficiale, incantato dalla preda, vergognoso di averne approfittato, innamoratissimo ... già aveva provveduto a presentarsi nella magione della vedova e a chiederne la mano ... quando si ripresenta invece dopo che è stata pubblicata l'inserzione, la bella pare infuriata, lo respinge ... 

Come finisce chi legge lo scoprirà, se all'oscuro ...

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