Leggere I promessi sposi a scuola

 Tra i non moltissimi libri presenti nella casa dei miei genitori c'era I promessi sposi, che una ventina di anni fa, mentre al mattino aspettavo l'arrivo di un infermiere per mia madre, aprivo a caso e leggevo per qualche minuto nel silenzio albale dell'appartamento. Con sorpresa trovai l'esperienza piacevole, mentre la lettura d'obbligo negli anni sessanta, prima al ginnasio, poi al liceo, non mi aveva soddisfatto. Ai tempi il romanzo si leggeva due volte? Mi pare. Oggi vedo che alcuni addetti ministeriali tentano di proporre una lettura sola, da fare negli ultimi anni del liceo*. Mi sembra senz'altro una buona proposta. Migliore ancora sarebbe l'abolizione dell'obbligo di tale lettura, soprattutto per il bene del romanzo

Un mio parente, nei primi anni ottanta, mentre blandi ci rimproveravamo a vicenda di non scriverci lettere, esagerò la propria mancanza di abitudine a scrivere menzionando Manzoni ... 'sono un Manzoni!', disse ironico. Illetterato, ancorché due volte laureato, nominava l'autore dei Promessi sposi in quanto scrittore per antonomasia, ciò significando che ancora quaranta anni fa il romanzo aveva del prestigio. Direi un prestigio nazionale, una popolarità ... Ciò dipendeva dagli obblighi che la scuola infliggeva perfino gli studenti del liceo scientifico, com'era stato quel mio parente. Il quale, se avesse a scuola avuto occasione di leggere D'Annunzio, Moravia, Cassola, non dico Gadda**, invece di venir concentrato su I promessi sposi, sarebbe stato in grado di avere un'idea meno vecchia dello scrivere.

* Leggo oggi, 27 Giugno 2026, che il ministro ci ha ripensato.

** si tratta solo di esempi.

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