Tre romanzi di Georges Ohnet
Attratto da una strepitosa copertina rosso mattone e argento dove, alla nesci, può esser letto "Gaudenti, lire tre", ho raccolto non ricordo in quale punto di scambio libri un romanzo del 1900 di Georges Ohnet pubblicato nel 1928 a Milano. Prezzo: 3 lire. Titolo originale Gens de la noce, alla lettera "gente della baldoria". Geniale il titolo scelto per l'edizione italiana. Ho appreso che Ohnet (1848-1918) fu uno scrittore di gran successo non solo francese, e che è l'autore de Il padrone delle ferriere, titolo una volta celebre, se non proverbiale. Non mi addentro nella storia, invece ne elenco i fattori: i "gaudenti" sono borghesi e aristocratici, ricchi o in grado di fingere di esserlo: secondo l'autore passano da un divertimento all'altro, piaceri inclusi, senza lavorare. Qualche signora o signorina molto dotata in fatto di attrattive viene mantenuta da un uomo danaroso. Il matrimonio è forma stabile, l'adulterio è sostanza mutevole. Si inizia a giocare a tennis, si annusa l'odore ignoto dell'automobile. Si fallisce, si compra si vende. La minuta borghesia lavoratrice si arrabatta e crede nel valore del lavoro e dell'onestà, dei buoni sentimenti. Il proletariato è fuori dalla scena del romanzo. Si è nel pieno della cosiddetta belle époque, lontano da guerre e rivoluzioni, almeno in Francia. Naturale: a Parigi. Un trentenne decide di mollare l'amante per sposare una ragazza molto ricca ... da ciò nasce l'intreccio ... ingegnoso. Anche divertente. La storia finirebbe con un duello tra il trentenne e il marito della di lui amante, invece no. Tuttavia il pregio del libro sta nella copertina: gaudenti lire tre ... tre lire gaudenti ...
Mi sono procurato bibliotecariamente due altri romanzi di Ohnet, il Padrone delle ferriere, del 1882, e, affidandomi al caso, La contessa Sara, del 1883. Della contessa tratterò al termine della mia lettura, che è invece finita nel caso del PDF. Il non esiguo numero di pagine che oramai ho accumulato mi induce a ritenere che oggi Ohnet sia leggibile solo per motivi di studio, naturalmente letterario, ma anche storico e sociologico. Se non, com'è nel mio caso, per curiosità. Il PDF è una costruzione pesante, un monumento alla classe degli industriali i quali con forza si sostituiscono all'aristocrazia. Il popolo è consigliabile che segua l'evoluzione e stia buono, soprattutto eviti di seguire le "chimere" del socialismo. V. alla voce "Comune di Parigi". Se poi è capace di leggere e ne ha tempo, com'è il caso della piccola borghesia, può bearsi dei piaceri e dei lussi che industriali e aristocratici oramai condividono. Una ragazza (nobile) lasciata dal suo fidanzato (nobile) a causa della fine della prosperità che la rendeva appetibile si picca di maritarsi per ritorsione con il PDF, il quale capisce troppo tardi, cioè dopo le nozze, che dalla sposa non avrà quanto si aspetta un uomo innamorato come lui. Eppure i due giovani riescono a convivere e con fatica a capirsi. Come nei Gaudenti, anche qui c'è un duello. All'epoca era cosa tutt'altro che rara. Non male l'immagine di una mano femminile che si lascia straziare dal colpo di pistola di uno dei duellanti, per impedirgli il tiro.
La contessa Sara, pubblicato non senza grazia civettuola dall'editore Salani nel 1931, banalmente sconsiglia, nell'agognata vetrina del gran mondo davanti a cui si accalcano i poveri cristi, il matrimonio tra una donna giovane e un uomo anziano. Infatti è madre natura, più che non quelle consuetudini sociali che abbiamo contemplato in Gaudenti, ad imporre stavolta l'adulterio con le sue conseguenze spinose. La bella e ricca Sara, dopo essersi sposata con un signore di età diciamo paterna, naturalmente ricco e nobile - quasi come ci si iscrive a un club - si innamora di un proprio coetaneo, per l'appunto molto legato al vegliardo. Guai, guai seri! Dopo aver ragionato sulla somiglianza tra le pagine di Ohnet - qui evocate senza pietà - e il contenuto di certi periodici del ventesimo secolo consacrati ai pettegolezzi (gossip), non posso non riconoscere che il capitolo XVI del romanzo è piuttosto divertente. L'autore inscena una sorta di "tempesta perfetta": i due amanti stanno per essere scoperti dal vegliardo e da altri testimoni, tra i quali uno, abilissimo, riesce però a convincere gli astanti che "non è come sembra". Magistrale.
Impressione forse banale: Ohnet è uno scacchista solitario che si procura partite complicatissime da risolvere per il piacere dei lettori.
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