Nella Pericciuoli (1896-1989)

 Dei miei nonni l'unica che io abbia conosciuto fu un personaggio degno di privata nota, credo. A proposito delle manifestazioni di massa che spesso nei decenni animarono il centro della nostra città lei usava dire: "oggi c'è bubbù" *. Logicamente ai tempi non amavo questa formula sminuente ciò che a me sembrava invece piuttosto valido e a cui non di rado partecipavo (anni sessanta, settanta ...). Oggi considero quel "bubbù" una sorta di caninizzazione - dopotutto bonaria - delle masse manifestanti, politiche o sindacali che fossero, ma può darsi che mi sbagli, né mia nonna può spiegarmelo, infatti è morta da più di trenta anni. Noto invece che lei era nata nel 1896, un anno dopo l'uscita de La psicologia delle folle, di Gustave Le Bon, un libro forse discutibile, ma innegabilmente fortunato. Le Bon, certo in base alle sue osservazioni delle grandi manifestazioni di massa avvenute a Parigi nella seconda metà dell'ottocento, ebbe scarsissima stima della "mente collettiva" e probabilmente non avrebbe disdegnato la formula inventata, credo, da mia nonna. La quale per indicare eventi caratterizzati dalla partecipazione rumorosa di numerose persone, non necessariamente in massa, usava il termine "canizza". Più avanti nel tempo avrei ritrovato, in un libro sulla caccia in Maremma di cui non ricordo il titolo, tale termine - riferito all'assedio abbaiante dei cani ai danni di uno o più cinghiali. La Nella, fiorentina, era nata in Maremma.

* V. anche Vasco Pratolini, Metello, cap. XVII.

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