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Lezioni "in piazza".

In vista della ripresa delle lezioni nel diplomificio "universitario" dove mi guadagno il pane e i fichi sto pensando di ripagare il disordine non partecipativo degli "studenti"- lezioni in piazza anche quando si svolgono al loro posto - con un linguaggio didattico che non si opponga a quel disordine. Sarà discontinuo, eventuale, muto, saltellante, puntiforme, ripetitivo, minimale.

Sparare sulla croce rossa?

Sul Manifesto di ieri, 14 luglio, ho letto, a proposito dell'aumento delle bocciature di quest'anno, che bocciare è come "sparare sulla crocerossa". Chi ha scritto questa stupidaggine dovrebbe rendersi conto che non siamo negli anni sessanta del secolo scorso, ma nel ventunesimo secolo, e che l'avversario non è l'autoritarismo dei professori, e la scuola classista, ma l'ignorantismo e la mancanza di autorevolezza della scuola medesima. Bocciare significa segnalare, almeno, che qualcosa non va, non bocciare significa far finta di nulla e tirare a campare, non solo essere lungi e largimiranti... P.S. Ancora il 15 lo stesso giornale dà dei numeri sulle bocciature, che sono più numerose nelle scuole tecniche che non nei licei, che riguardano di più gl'immigrati che non gl'italiani...Numeri utili a sostenere l'idea del classismo e magari "razzismo" inerenti l'aumento delle bocciature. Se un giovane o un bambino non parla, legge...

Vecchie cozze accademiche.

Aderente come vecchia cozza settantenne alla confortevole massa ... Lamenta che lo si pensioni, vanta titoloni ... internazionali! Ma allora perché non si fa assumere a San Diego, a Zurigo, a Stoccolma, perché vuol restare appiccicato al suo scoglio in Civitarotta?

Emozioni sconosciute.

A Vacuologia si è buoni, le peggiori scamorze umane analfabetizzanti sono premiate all'esame cosiddetto di laurea con minimo tre punti, giorni fa una correlatrice inghiottendo l'emozione si è pronunciata contro "la lode" regalabile a una tizia che, ha rivelato la correlatrice, aveva clonato un suo libro...Pensavo che la giovane professoressa fosse indignata, invece più tardi ho indovinato che la forte emozione trasparente sul suo viso era dovuta al dover, lei, richiamare la commissione contro la donazione di ben cinque punti alla tesi della ladra, e lode...Dover essere, lei, un po' cattiva, non indulgente come qui a Vacuologia s'usa...

L'esame d'imbecillità e d'infamia.

Secondo le statistiche pubblicate in questi giorni dai media crescono le bocciature nella scuola secondaria superiore e le non ammissioni alla cosiddetta maturità. Bene. Bocciare non è una buona cosa, come non lo è neppure l'accensione della spia rossa dell'olio, in automobilismo: serve a segnalare che bisogna controllare l'olio, aggiungerlo, cambiarlo. La bocciatura forse non è un farmaco, ma uno strumento di rilevazione. Talvolta può essere inaffidabile: talvolta. A proposito di maturità ieri sera un tg narrava dell'agitazione di molti candidati per saper in anticipo l'argomento dei temi da svolgere in lingua italiana, prima prova (oggi). Si sbattono su internet, questi giovani imbecilli, pronti dunque all'esame d'imbecillità. La pretesa di saper prima l'argomento dell'esame d'italiano ( e d'altro) e il fatto che vi siano "siti" più o meno specializzati in questa porcheria segnala qualcosa di disonesto, di vile, di cialtronesc...

Tesi tesi tesi, molto tesi.

L'altro giorno in un'aula sporca e squallida esami di laurea per affrettati quadrupedi in vista di non so quale concorso...caldo terribile, stupidaggini, sviolinate, vacuità...una giovane docente osserva che la candidata è "tosta"... un'altra, ma tardona, non si vergogna di elogiare la sua candidata al dottorato perché ha scritto la tesi in due mesi....

Due cani, decani.

Due ridicoli individui, entrambi capaci di parlare per delle mezz'ore senza dire niente, sì, come Arnaldo Forlani, che però aveva l'intelligenza di vantarsene, due ruffiani di lungo corso felicemente sulla soglia della pensione (ma purtroppo perfettamente in grado di rientrare attraverso qualche contrattino ad hoc), due patetici imbecilli, si contendono il titolo di decano della facoltà, come se essere decano avesse qualche importanza.