Da Firenze arrivano notizie sul riassetto dei dipartimenti (di minimo 50 membri)e sulla liquidazione delle facoltà universitarie: due piccoli dipartimenti di nostra conoscenza, tra gli altri, Filosofia, uno, e Studi sociali, due, sono stati spazzati via (o stanno per esserlo): i loro membri sono (stati) deportati in altri dipartimenti, dove con ogni probabilità hanno perso (o andranno a perdere) le loro caratteristiche, il loro specifico culturale. La differenza rispetto a prima della riforma detta Gelmini è che adesso il riassetto sarà forzato e guidato dall'alto: in pratica un membro di dipartimento non potrà optare per la sede desiderata, ma dovrà adattarsi secondo "linee guida" che sembrano rigide come percorsi ferroviari. Senza deviazioni. I colleghi sembrano accettare tali linee guida senza pensare a ribellarsi, ma pensando ad aggiustamenti più o meno cervellotici.
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per semestri interi il nuovo gioco di società (gattopardesco) derivato dagli effetti della riforma Berlusconi sarà scomporre gli assetti attuali (dipartimenti, facoltà) e ricomporli secondo le nuove regole (via le facoltà, dipartimenti con minimo 50 membri effettivi), in effetti rigide e dirigistiche. Il nuovo gioco, s'intende, sarà guidato dagli strateghi della convenienza in termini di potere (perdibile o conquistabile), ma eccita tutti quanti. Nel frattempo l'università in quanto scuola di "alti" studi, che importa?, crepi pure. Quanto a me: tra massimo 17 mesi sarò fuori.
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la scuola pubblica che il cosiddetto premier e alcuni dei suoi cortigiani attaccano in quanto manipolatrice sinistrorsa dei piccini non esiste se non nella immaginazione preelettorale ed ignorantistica del cosiddetto premier e dei suoi cortigiani. la scuola pubblica che la cosiddetta opposizione ed alcuni intellettuali difendono, dagli attacchi preelettorali ed ignorantistici del cosiddetto premier e dei suoi cortigiani, in quanto nobile istituzione democratica e formativa, non esiste se non nella immaginazione di questi intellettuali e cosiddetti oppositori. la scuola pubblica è un barcone di disperati che arranca in preda alle ondate crudeli, marcia e stracarica.
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da due anni nella scuola dell'obbligo sono stati reintrodotti i voti (da 1 a 10), così i piccini abituati ai "giudizi" si trovano spaesati con i numeri e le medie che si devono fare - è ovvio. L'altra mattina ho udito una ragazzina telefonare per strada ad alta voce la seguente considerazione: non vado mica tanto male, ho due 5 e un 3. La media dà poco più di 4, e mancano meno di due mesi alla fine dell'anno scolastico.
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Anche nella facoltà di Vacuologia dell'università di Civitarotta, com'è naturale, impera "U-Gov", un sistema di elencazione dei "meriti" accademici dei docenti di varia "fascia", per altro trascurante l'attività didattica (insegnamento, esami, tesi) che evidentemente non rientra nel "Gov" (sarà, secondo la moda, "governance"); sistema dunque limitato alle cosiddette pubblicazioni dei docenti. Recentemente a cura del dipartimento di scienze vacuologiche, più o meno fatto dalle stesse persone che "operano" in facoltà, è stata pubblicata una lista di numeri (eurovalenti) relativi al finanziamento del "60%" delle iniziative di "ricerca" dei vari docenti, ciò che sta tra il resoconto annuale dei crediti/debiti dei membri d'un condominio e la "colonna infame" (Manzoni). Si va dai tapini "300" ai sontuosi "2400" euro. In alto i bravi, in basso gli scarsi o fannulloni. ...
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leggo che a Milano, liceo Parini, alcuni insegnanti hanno chiesto di essere trasferiti perché non tollerano le intromissioni dei genitori dei loro studenti, talvolta fatte di minacce e ricatti più o meno aperti. Senza fare di un'erba un fascio, il fenomeno, non nuovo, rientra nel processo di svalutazione della scuola come luogo d'istruzione e dei professori come rispettabili trasmettitori di conoscenza cui deferire, da parte di allievi e loro famigliari, in nome del valore di istruzione e conoscenza. La scuola oggi è invece avviata a diventare, anzi lo è già, un contenitore di minori che devono essere intrattenuti dai "prof" su vari argomenti, ma senza troppe pretese di verifica, almeno fino ai sedici anni. Da professore a "prof", che sembra un peto. Logicamente i prof (in quanto peti) sono spesso personaggi squallidi formati dalla scuola squallida e dall'università squallida che hanno seguito quando erano studenti: si tratta di una catena. Non idealizzi...
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pensare, come da molto faccio, ad una scuola attraente, quindi non obbligatoria, ad una scuola che è un diritto per tutti, non un dovere, ad una scuola slegata da vincoli di età, leggera, agile, ripeto: attraente; pensare ciò implica immaginare un cambiamento di tutta quanta la società, quindi è un pensare rivoluzionario. Infatti ad una scuola non obbligatoria, diritto ma non dovere, deve corrispondere il diritto al lavoro come possibilità, per chi non vuole studiare, di lavorare, ma senza rischiare di cadere nelle grinfie di sfruttatori che pensano soltanto alle merci ed ai profitti, non alle persone. Significa ciò che ad una scuola non obbligatoria ma attraente deve corrispondere il lavoro non obbligatorio ma attraente? Sì. E' al socialismo che penso, ed alla distruzione del capitalismo: ad un socialismo forte ma libertario.Che non obbliga nessuno a studiare, nessuno a lavorare, ma impedisce a chiunque di sfruttare chiunque, minorenne o maggiorenne.