"Educazione alla legalità"

Essendomi guadagnato da vivere per 40 anni in una facoltà che aveva come ragione sociale l'insegnamento, mi è capitato di far caso non pochi anni or sono al concetto di "educazione alla legalità", adoperato da sciocchi colleghi ed ancora più sciocchi studenti. 
Dico subito che prima d'iniziare a trattare qualsiasi tema inerente l'insegnamento bisogna fare piazza pulita dell'uso mostruoso che oggi si fa del termine "formazione", che viene confuso con quello di istruzione, cioè: invece di dire "istruire" si dice "formare". 
Vengo al punto: la legalità non può essere oggetto di istruzione, a meno che non si voglia aggiungere altra acqua al vino della scuola. La legalità dev'essere l'effetto formativo di pratiche tecniche (scrivere, leggere, far di conto, sapersi situare nello spazio e nel tempo: lingue, matematica, storia, geografia) caratterizzate dal rispetto delle loro regole.

Commenti

Unknown ha detto…
Salve Professore,
Diciannove anni fa feci la mia Tesi di Laurea sul tema della legalità, dei crimini dei colletti bianchi, e lei fu il mio relatore. Ero una di quegli studenti illusi, affascinati dal 'bene comune' e dal disprezzo che percepivo negli anni del berlusconismo intorno a questi temi. Il familismo amorale, ricorda?
Come spesso accade alle persone che si trovano in momenti particolari della loro vita, mi trovo in questi giorni a riguardare il mio passato, e, girellando sul web ho trovato il suo blog.
La trovo tagliente, sarcastico e vagamente pessimista come sempre.
E la battaglia sulla legalità, sono d'accordo, è completamente persa.
La Psicologia Sociale, della quale aimé ricordo poco ormai, resta comunque, a mio avviso, la più bella tra le discipline.
Un saluto
Valentina Vecci
Nicola Spinosi ha detto…
Grazie, vedo solo oggi il suo commento. Mi ritrovo nel ritratto: tagliente, sarcastico e vagamente pessimista. Tanti auguri Valentina.
N.Spinosi 17 V 021

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