Inevitabilità della guerra e della morte
Da che mondo è mondo - e ovunque - ci sono state guerre. E omicidi...Può darsi che in qualche "cultura" arcaica più o meno mitica lo strumento guerra sia (stato) assente, ma si tratta di eccezioni trascurabili. La guerra e l'omicidio fanno parte del piatto che abbiamo davanti, nel quale può succedere che ci troviamo non a mangiare, ma ad essere mangiati.
Come la morte è intrecciata alla vita, la guerra è intrecciata alla pace. Quanto alla "pace", personalmente trovo questa parola equivoca e contraria alla vita, difatti nei cimiteri spesso si leggono iscrizioni tombali che accennano alla pace, cosiddetta eterna. Altro discorso merita il concetto di pace nel senso del "fare la pace", appunto dopo aver fatto la guerra. Trattati di pace si fanno per interrompere le guerre.
Non sono mai stato un pacifista, anzi credo che di tanto in tanto serva combattere, anche se di fondo si è pacifici.
La guerra di cui molto si parla e si scrive in questi giorni è una delle tante, non è la prima né sarà l'ultima. Né è l'unica*. Il mondo è vasto. Né è vero che sia la prima "guerra europea" dal 1945. In quella che era la Jugoslavia negli anni novanta, quindi poco tempo fa, vi furono diverse "manifestazioni di guerra", e la famosa Nato intervenne dal cielo con i suoi bombardieri contro la Serbia, cui venne tolta la regione del Kosovo. Nell'est dell'Ucraina (Donbass) è dal 2014 che ci si ammazza tra governativi ucraini e filo russi.
Come nel caso della cosiddetta pandemia covid si è tentato di farci credere che fosse successo chissà cosa, quando si muore ogni giorno nei modi più vari, di malattia, di vecchiaia, per incidenti stradali e non stradali, per incidenti sul lavoro, o a causa di omicidi, in guerra, così in questi giorni ci si scandalizza della guerra da prima pagina. Lo scandalo è peloso, da parte dei media, dei politici, e sta in funzione di interessi di bottega. Merita starne fuori.
Dunque: guerra e morte, non si scappa né all'una né all'altra.
(Solo dopo aver scritto queste poche righe mi sono ricordato di un saggio del 1915 intitolato "Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte", composto da Freud durante il primo conflitto mondiale. A parte qualche pesantezza, è ancora leggibile.)
* pare che in corso ora ci sia una trentina di guerre...lo segnala il supplemento domenicale (6 III 022) del Corriere.
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