4 racconti di Stefan Zweig
Erstes Erlebnis è una raccolta pubblicata da Stefan Zweig nel 1911. L'ho letta nell'edizione Fischer (Frankfurt am Main, 1979). Il titolo significa Prima esperienza.
“Storia in penombra”: un ragazzo in vacanza una notte nel parco della casa che lo ospita – in Scozia - scambia effusioni con una sconosciuta, o meglio con una ragazza non riconoscibile tra le diverse della compagnia. La seconda volta che ciò avviene Bob, questo il nome del ragazzo, fa in modo, durante un abbraccio, che gli si imprima sulla pelle una medaglietta che la sconosciuta indossa. Ritiene in seguito di riconoscerla, alla luce del giorno, poiché vede una delle ragazze della compagnia con un ciondolo simile. Bob tenta un approccio, ma viene respinto malamente. Un'altra notte Bob viene gratificato da un nuovo incontro impetuoso, dopo il quale la ragazza se ne va. Ma chi è? E' Margot? Bob si arrampica su un albero in prossimità della finestra della stanza di Margot, ma cade e si fa male a un piede. Viene soccorso. Si chiama un medico che diagnostica una frattura.Allettato, Bob riceve visite. Scopre affettuosa Elisabeth, sorella di Margot. Che ha addosso lo stesso ciondolo di Margot. In definitiva Bob si è innamorato di Margot e quando scopre che la ragazza nel parco “era” Elisabeth non può certo cambiare verso al suo sentimento.
“La governante”: due bambini scoprono che la loro governante ha una relazione con un loro cugino, studente ospite in casa, e che sostiene di esserne incinta. Il cugino se la batte con la scusa degli esami; la madre dei due bambini licenzia la governante. I due pensano di regalarle due rose prima che se ne vada. Lei però li ha preceduti, è sparita lasciando due lettere, una ai padroni, una allo studente. I due perdono la fiducia nel mondo che ora appare loro come un bosco che dovranno attraversare.
“Scottante segreto”: un giovane barone va in montagna a passare le vacanze. Con disappunto non scorge nella lista degli ospiti dell'albergo alcun conoscente. Non sa stare da solo. E' un donnaiolo. Finalmente in sala da pranzo nota una donna e un bambino. Diciamo che il barone “punta” la signora, ma costei non reagisce. La mattina seguente il barone osserva il bambino intanto che la madre è assente. Attacca discorso con il piccolo, un dodicenne che si chiama Edgar e che, neanche lui, sa che cosa fare. Poi il barone si presenta alla madre. La conoscenza è cosa fatta! Il bambino si attacca a colui che ritiene un “amico”. Il barone subodora che ci siano margini per un successo amoroso, infatti intuisce che la signora ancora non si sarebbe decisa tra essere donna ed essere madre... Il barone propende comunque per una tattica cauta di conquista. Un pomeriggio resta nella propria stanza, cosa che alla signora non fa effetto, mentre invece Edgar ci resta malissimo! Il barone seduce con certi suoi racconti “indiani” il piccolo, poi, rimasto solo con la madre le prodiga un caldo baciamano che risale fino al di lei polso! Edgar viene mandato dal barone in cerca di un amico che dovrebbe essere sceso in un altro albergo. In altri termini il seduttore si toglie dai piedi colui che è divenuto un'importuna presenza. Edgar torna e non trova né il barone né la madre. Infine eccoli, i due: parlano tra loro e non badano a Edgar: “come fosse sotto il tavolo”. Fanno in tre un giro in carrozza, Edgar si sente escluso e sospetta qualcosa, ma non sa che cosa. “Che vi ho fatto perché non badiate più a me?”Comincia a vendicarsi e a stare tra i piedi dei due adulti, per cui la vacanza si trasforma per tutti e tre in una seccatura. Un giorno lo mandano alla posta e se ne vanno via in carrozza. Quando tornano Edgar protesta, allora viene chiuso in camera. Si cala dalla finestra e al buio segue la mamma e il barone. Non riesce a capire perché i due adulti si comportano come fanno. Qualcosa gli sfugge. Non capisce che cosa voglia il barone dalla madre. La vuole per caso ammazzare? Assale il barone e lo morde. Il giorno dopo la madre lo tratta con il metodo del silenzio, poi gli annuncia che lo farà mettere in collegio, infine gli ordina di scrivere una lettera di scuse al barone. Sotto dettatura. Edgar deve scrivere che è stato malato e non vede le cose nel modo giusto: che le esagera. La madre nega del resto ogni coinvolgimento con il barone. Finisce che madre e figlio semplicemente se le danno e Edgar scappa dall'albergo. Solo nel bosco, Edgar comincia ad aver paura, pensa di andare a Baden dalla nonna, ma non sa se gli bastano i soldi. Né sa alcunché del mondo. Logicamente è sconvolto per aver colpito con un pugno la madre. In treno verso Baden fa varie scoperte e trova un senso a molte cose che fin lì gli erano sembrate installazioni di un gioco. L'autore definisce ciò Einsicht. Comunque sia Edgar arriva a Baden a casa della nonna, ma non sa che cosa risponderebbe se gli ponessero domande sul perché è venuto lì. Fugge altrove. Nell'oscurità di un parco sente rumori vari e nota coppie in atteggiamenti che gli ricordano quelli da lui visti tra la madre e il barone. Rieccoci al segreto. Corre a casa della nonna, dove tutti lo stanno aspettando. Arriva anche il padre, che chiede a Edgar ragione della fuga, ma il bambino, a un segno della madre, dà solo a sé stesso la colpa della fuga. Lo mandano a dormire. Si sente sollevato, anzi felice dell'avventura vissuta. La madre entra nella camera, lo accarezza e lo bacia.*
“Novellina d'estate”: a Cadenabbia (lago di Como) un anziano turista mette gli occhi su una giovane ospite del suo stesso albergo e le scrive una lettera d'amore anonima – per darle una distrazione dalla noia che sembra affliggerla tra madre e zia. Gliela nasconde nel tovagliolo della colazione. Visto l'effetto sorprendente della prima lettera, lo “sperimentatore” ne scrive ancora accrescendone l'intensità “amorosa”. D'altra parte cerca di tirarsi fuori dal novero dei “papabili” accennando in una della sue missive all'approdo dei vaporetti, per cui la “vittima” del gioco punta un giovanotto che a sua volta non resta indifferente... La sera né la ragazza né le sue parenti sono più in albergo... Il narratore della storia conversando con lo “sperimentatore” gli rivela di essere interessato non tanto alla “vittima” del gioco, cioè alla ragazza, né al tizio sceso dal vaporetto, ma a lui, all'autore delle missive anonime. Costui prima rifiuta di essere chiamato in causa, poi addirittura il narratore avanza l'ipotesi che colui che abbiamo deciso di definire “sperimentatore” sia diventato un habitué di Cadenabbia per aver una possibilità di rivedere la ragazza cui aveva scritto anonimamente d'amore.
Queste storie sono state più volte tradotte in italiano e in tempi relativamente recenti ripubblicate da Passigli (1993), poi da Adelphi (2007), con titoli che rimandano a questo o a quel racconto dei quattro.
Non sono contento dei miei appunti di lettura, invece devo dire che qua e là qualche idea di Zweig, come quella dello sperimentatore di Cadenabbia, non è male.
*Oggetto di elaborazione da parte di Stanley Kubrick ai fini di una sceneggiatura rimasta però allo stato di progetto filmico - Burning secret il titolo.
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