La marcia di Radetzky
Joseph Roth fu un romanziere di lingua tedesca e, perdonate il luogo comune, sobbalza nella tomba ogni volta che qualche nesci mostra di essere al corrente solo dell'esistenza di Philip Roth, scrittore di lingua inglese, magari correggendo l'interlocutore: Joseph? Guarda che si tratta di Philip Roth.
L'inferno di Joseph è tale equivoco.
Ho molta simpatia per JR*, anche per questo motivo un anno e mezzo fa iniziai a tradurre Radetzkymarsch, romanzo da me trovato usato e in ottime condizioni. Ne ho tradotto circa la metà, poi, pervenuto alla descrizione del corteo viennese durante la festa del Corpus Domini, ebbene sì, ho rinunciato alla penitenza. Poche settimane fa mi sono procurato l'edizione italiana e in breve ho terminato di leggere La marcia di Radetzky.
MDR è un lungo libro che mette in scena gli ultimi decenni dell'impero austro-ungarico senza veleni, senza rancori: si trattò di una morte lenta e dolorosa cui Roth dedica un'attenzione bordata di nero, in segno di lutto. Naturalmente la grande Storia s'intravede attraverso la minuta vicenda di una famiglia, i Trotta ...
Sono affascinato da MDR, ma non tanto preparato a scriverne. Dico solo che in questo libro non manca nulla!
Non credo d'altra parte che sia stato un caso se in questa primavera, mentre rileggevo dopo cinquanta anni Il buon soldato Sc'veik, io abbia sentito la voglia di equilibrarne il nichilismo ordinando MDR: avevo bisogno di un controveleno. A proposito, IBSS è un romazo lunghissimo e abbastanza divertente di Jaroslav Hasek, incompiuto, che inscena il disfacimento dell'impero austro-ungarico durante la guerra 1914-1918 movendo sulla scacchiera l'ambigua pedina del finto tonto Sc'veik.
* Molto moltissimo - tutto? - è stato pubblicato di JR (defunto nel 1939), ciò induce a considerare valida l'impressione che qualche testo non gli sia perfettamente riuscito ...
Commenti