Primavalle
50 anni fa nel quartiere di Primavalle, a Roma, si dette luogo deliberato a un incendio che costò la vita a due giovani che erano figli di un segretario di sezione del MSI. L'orribile fatto ai tempi mi turbò molto perché facevo parte della stessa organizzazione comunista dei militanti sospettati di aver commesso il crimine. Mi avrebbe turbato anche se costoro avessero fatto parte di un'altra organizzazione comunista. La conseguenza di tale mio coinvolgimento fu che accolsi come credibile la spiegazione diffusa dalla organizzazione cui appartenevo, ovvero che l'incendio fosse stato realizzato all'interno dell'ambiente missino di Primavalle. Diciamo che l'abbracciai! Ne sono certo, che l' abbracciai, nonostante che siano passati 50 anni. Ero ideologicamente avvelenato, sì, ma credevo davvero che dei compagni comunisti non potessero dar fuoco a un appartamento abitato da una famiglia. Credevo ciò impensabile. Mi sbagliavo, come poi si è saputo: i sospettati furono processati e condannati. Continuo a credere che un comunista non possa uccidere delle persone dando fuoco alla loro casa, anzi: che se un tizio uccide delle persone dando fuoco alla loro casa ciò indica che non è un comunista. La mia organizzazione dell'epoca non era dunque comunista, oppure era frequentata da criminali.
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