Freud, mistero insondato
Italo Svevo ha scritto, oltre a Senilità Una vita La coscienza di Zeno, anche Il buon vecchio e la bella fanciulla, titolo che sfugge all'autore di una pagina sveviana pubblicata nel supplemento domenicale (30 iv 2023) del CDS. Non ricordo altri testi di Svevo, e sottolineo non ricordo. L'autore della pagina per fortuna non sosta sulla psicanaliticità de La coscienza di Zeno - sbandierata dal titolo redazionale. Mi viene anzi in mente che questo romanzo potrebbe essere il primo, scritto in italiano, in cui ci si riferisce alla psicanalisi in modo generico, sciatto, incompetente, tendenza in seguito continuata. A quanto ne so l'unico scrittore italiano che di psicanalisi si intendeva è Giuseppe Berto, si veda l'ottimo Il male oscuro. Freud e la psicanalisi sono uno di quei tasti, come Einstein e la teoria della relatività (senza voler paragonare Freud a Einstein!), che si premono senza che se ne abbia la minima competenza, come durante una conversazione si annuisce all'interlocutore, per cortesia, se menziona l'entropia (rima voluta!). Non parliamo dei giornalisti, dei film, della tv, di certi letterati. * Nove volte su una si allude a Freud non capendone un'acca: non se ne sa un'acca, non se ne è letta una riga. Mi viene da concludere però che questo dia un risalto conclusivo a Freud, inventore di un celebre mistero insondato. In effetti, e concludo, la psicanalisi è e rimane "Freud più il lettino", prendere o lasciare.
Italo Svevo fu un simpatico e buon scrittore - descrittore del mondo triestino tra otto e novecento. Una vita in effetti è a tratti un po' noioso. Segnalo de La coscienza di Zeno le pagine in cui il protagonista, durante una serata, chiede la mano a tre diverse ragazze unite dall'essere sorelle. Formidabile!
*Proprio in questi giorni ho trovato un'osservazione del defunto letterato e scrittore Antonio Tabucchi, tra le varie da lui fatte nella prefazione al Libro dell'inquietudine di Pessoa, del tipo: poiché il protagonista del testo, Soares, non sogna, che ce ne facciamo "di Freud e Jung"? Come se i due capostipiti, per altro divergenti tra loro, si fossero occupati solo di sogni! Come se la psicanalisi si occupasse solo di sogni. Ma un personaggio come Soares è invece proprio pane per i denti "di Freud e Jung".
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