Il rilievo nazionale (Corriere, Repubblica) dato alla notizia di una scolara di prima elementare italiana bocciata significa molto semplicemente che, dal punto di vista giornalistico, si tratta del classico "uomo morde cane": fatto straordinario!
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Si valuta la preparazione degli scolari e degli studenti, quest'anno su matematica e italiano, per mezzo di test detti Invalsi. Chissà se qualcuno si ricorda che "invalso" è un aggettivo che ha il significato di "comune", "solito"? In astratto non ci vedo negatività, nel concreto dell'attuale momento politico e della forma (test), ci vedo una mossa di sfiducia negli insegnanti e una banalizzazione del sapere. In astratto il test rappresenta come un esame "di maturità" effettuabile da personale esterno alla scuola dove gli allievi hanno fatto i loro studi, logicamente con ricadute valutative sul lavoro degl'insegnanti. Dal momento che, come io credo, la scuola pubblica si è trasformata negli ultimi decenni in un contenitore di minori, è probabile che allievi ed insegnanti temano questi test, che hanno una certa funzione ispettiva. Ma la oscena trasformazione della scuola pubblica in contenitore di minori non è una colpa degli insegnant...
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Da Firenze arrivano notizie sul riassetto dei dipartimenti (di minimo 50 membri)e sulla liquidazione delle facoltà universitarie: due piccoli dipartimenti di nostra conoscenza, tra gli altri, Filosofia, uno, e Studi sociali, due, sono stati spazzati via (o stanno per esserlo): i loro membri sono (stati) deportati in altri dipartimenti, dove con ogni probabilità hanno perso (o andranno a perdere) le loro caratteristiche, il loro specifico culturale. La differenza rispetto a prima della riforma detta Gelmini è che adesso il riassetto sarà forzato e guidato dall'alto: in pratica un membro di dipartimento non potrà optare per la sede desiderata, ma dovrà adattarsi secondo "linee guida" che sembrano rigide come percorsi ferroviari. Senza deviazioni. I colleghi sembrano accettare tali linee guida senza pensare a ribellarsi, ma pensando ad aggiustamenti più o meno cervellotici.
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per semestri interi il nuovo gioco di società (gattopardesco) derivato dagli effetti della riforma Berlusconi sarà scomporre gli assetti attuali (dipartimenti, facoltà) e ricomporli secondo le nuove regole (via le facoltà, dipartimenti con minimo 50 membri effettivi), in effetti rigide e dirigistiche. Il nuovo gioco, s'intende, sarà guidato dagli strateghi della convenienza in termini di potere (perdibile o conquistabile), ma eccita tutti quanti. Nel frattempo l'università in quanto scuola di "alti" studi, che importa?, crepi pure. Quanto a me: tra massimo 17 mesi sarò fuori.
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la scuola pubblica che il cosiddetto premier e alcuni dei suoi cortigiani attaccano in quanto manipolatrice sinistrorsa dei piccini non esiste se non nella immaginazione preelettorale ed ignorantistica del cosiddetto premier e dei suoi cortigiani. la scuola pubblica che la cosiddetta opposizione ed alcuni intellettuali difendono, dagli attacchi preelettorali ed ignorantistici del cosiddetto premier e dei suoi cortigiani, in quanto nobile istituzione democratica e formativa, non esiste se non nella immaginazione di questi intellettuali e cosiddetti oppositori. la scuola pubblica è un barcone di disperati che arranca in preda alle ondate crudeli, marcia e stracarica.
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da due anni nella scuola dell'obbligo sono stati reintrodotti i voti (da 1 a 10), così i piccini abituati ai "giudizi" si trovano spaesati con i numeri e le medie che si devono fare - è ovvio. L'altra mattina ho udito una ragazzina telefonare per strada ad alta voce la seguente considerazione: non vado mica tanto male, ho due 5 e un 3. La media dà poco più di 4, e mancano meno di due mesi alla fine dell'anno scolastico.
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Anche nella facoltà di Vacuologia dell'università di Civitarotta, com'è naturale, impera "U-Gov", un sistema di elencazione dei "meriti" accademici dei docenti di varia "fascia", per altro trascurante l'attività didattica (insegnamento, esami, tesi) che evidentemente non rientra nel "Gov" (sarà, secondo la moda, "governance"); sistema dunque limitato alle cosiddette pubblicazioni dei docenti. Recentemente a cura del dipartimento di scienze vacuologiche, più o meno fatto dalle stesse persone che "operano" in facoltà, è stata pubblicata una lista di numeri (eurovalenti) relativi al finanziamento del "60%" delle iniziative di "ricerca" dei vari docenti, ciò che sta tra il resoconto annuale dei crediti/debiti dei membri d'un condominio e la "colonna infame" (Manzoni). Si va dai tapini "300" ai sontuosi "2400" euro. In alto i bravi, in basso gli scarsi o fannulloni. ...