... secondo il Corriere i due che si sono scazzottati a Messina disputandosi una cliente/paziente in procinto di partorire, medici ginecologhi, sono universitari, uno ricercatore, l'altro dottore di ricerca...ci pare che questi due tizi mettano in scena lo spirito più autentico dell'università, spirito che altrove trova messe in scena (o in atto) meno risaltanti, in definitiva meno vere. Interessi privati in atti d'ufficio, gerarchismo gaglioffo, competizione di potere, gelosia...dobbiamo ringraziare i due cialtroni per l'illustrazione cristallina...
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Le traduzioni aiutano i lettori non poliglotti ad entrare in testi altrimenti ostici o impossibili, ciò vale certo per le opere scientifiche, saggistiche, e per la narrativa. Per quanto riguarda la poesia non vorrei leggere testi tradotti a causa del fatto che la lingua non è solo uno strumento della poesia, ma un suo scopo anche musicale, il quale in traduzione si smarrisce o viene snaturato. Ciò mi riporta a quella narrativa che non abbia la lingua solo come strumento, ma la abbia anche come scopo. Neanche tale narrativa vorrei leggere in traduzione. Tuttavia la leggo, magari tentando in un secondo momento di entrare nell'originale. Leggere poesia, d'altra parte, è talvolta arduo anche se è stata scritta nella nostra lingua! La poesia che usi la lingua solo come strumento semplicemente non è poesia, ma è prosa distribuita nella pagina a imitazione della poesia. La narrativa che abbia la lingua anche come scopo è la migliore, secondo il mio gusto, d'altra parte apprezzo u...
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