Santo Natal, notte d'opal

E' ovvio che la scuola pubblica debba tener conto della appartenenza culturale dei suoi utenti diretti, gli studenti, e indiretti, le loro famiglie. Se in un istituto sono iscritti giovani non "italiani" e non "cristiani" ne deve conseguire organizzativamente quanto è necessario, anche per quanto riguarda le ricorrenze di tipo religioso. Ragione per cui i presidi che smorzano le iniziative diciamo natalizie hanno ragione. Anche in riferimento al fatto che alcuni studenti con le loro famiglie potrebbero non essere religiosi affatto. Mi sembra che il modello dell'esonero dalla "ora di religione" sia da tenere ben presente. *
Un tema che non vedo trattato sui media da me osservati è quello che riguarda le diciamo scelte delle scuole private, per esempio mi piacerebbe sapere quanti non ebrei sono iscritti a una scuola ebraica (privata); quanti ebrei sono iscritti ad un "sacro cuore" eccetera. Quanti atei in un istituto valdese.
In questione, sia nelle pubbliche sia nelle private, è il tema della discriminazione che forse nelle private potrebbe essere "preventiva".

*Segnalo la rubrica di Sergio Romano ieri 4 dicembre sul Corriere.

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