Mal d'Africa

Le situazioni in cui viviamo sono sempre determinanti per ciò che pensiamo, diciamo, facciamo. Ancora di più lo sono se consistono in un qualche stato di privazione della nostra "libertà". Per cui non è strano che Silvia Romano, la ragazza ieri fatta tornare in Italia dall'Africa, dove è rimasta prigioniera per un anno e mezzo di una o più organizzazioni di sequestratori, abbia mantenuto un abito acquisito durante la prigionia e abbia dichiarato di essersi convertita alla religione islamica. A parte le circostanze pratiche di sopravvivenza (ci si veste con quello che l'ambiente " offre", si mangia quel che si può, ecc.), si giocano i "giochi" che l'ambiente di fatto impone.
Senza contare il "mal d'Africa"!

Tra parentesi: convertirsi all'islamismo non è più bizzarro della credenza nella verginità della madre di Gesù o nella "santissima trinità". O nella "resurrezione".

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