PIUTTOSTO CHE
Negli ultimi anni ho scoperto che anche tra docenti universitari di alto grado e per di più specialisti in settori dove la parola è tutto si è infiltrato l'uso di sostituire al banale "o", al vecchio "oppure", all'antiquato "o anche", il manageriale (milanese! - fortuna che Gadda e Brera sono morti) PIUTTOSTO CHE.
"mi tocco da sola, piuttosto che farmi toccare da quello", pensa la tale, correttamente quanto alla forma, e lasciamo stare la sostanza. Fatti suoi.
"resto in città e vado in piscina, piuttosto che andare in campeggio a Marina di Piscenza", dichiara il signor X, correttamente quanto alla forma, poi non sappiamo se abbia torto o ragione. Fatti suoi.
"i turisti stranieri visitano le città d'arte", dice l'intervistato Y, un esperto della prima industria nazionale, "soggiornano a Firenze, Venezia, PIUTTOSTO CHE a Roma", scorrettamente quanto alla forma.
Però, cosa succede? Succede che la diffusione dell'uso erroneo del PIUTTOSTO CHE è tale che oramai quando lo si legge o lo si sente sorge, a volte, il dubbio: sarà l'orrido nuovo o l'onesto vecchio?
Diventa un rompicapo, specie se il responsabile appartiene alla schiera delle persone colte.
Un consiglio: facciamone a meno e non se ne parli più.
(9 Maggio) Il sindaco di Milano, contrariato da cosiddetti assembramenti lungo tratti dei Navigli, si è prodotto in una dichiarazione siffatta: "... chiudo i Navigli piuttosto che chiudo l'asporto". Lasciando da parte il significato pratico di tali parole, stendendo un velo pietoso sul termine "asporto", credo ai fini della presente mia denuncia che peggio di così sia impossibile esprimersi, specie da parte di chi è sindaco di una città come Milano.
"mi tocco da sola, piuttosto che farmi toccare da quello", pensa la tale, correttamente quanto alla forma, e lasciamo stare la sostanza. Fatti suoi.
"resto in città e vado in piscina, piuttosto che andare in campeggio a Marina di Piscenza", dichiara il signor X, correttamente quanto alla forma, poi non sappiamo se abbia torto o ragione. Fatti suoi.
"i turisti stranieri visitano le città d'arte", dice l'intervistato Y, un esperto della prima industria nazionale, "soggiornano a Firenze, Venezia, PIUTTOSTO CHE a Roma", scorrettamente quanto alla forma.
Però, cosa succede? Succede che la diffusione dell'uso erroneo del PIUTTOSTO CHE è tale che oramai quando lo si legge o lo si sente sorge, a volte, il dubbio: sarà l'orrido nuovo o l'onesto vecchio?
Diventa un rompicapo, specie se il responsabile appartiene alla schiera delle persone colte.
Un consiglio: facciamone a meno e non se ne parli più.
(9 Maggio) Il sindaco di Milano, contrariato da cosiddetti assembramenti lungo tratti dei Navigli, si è prodotto in una dichiarazione siffatta: "... chiudo i Navigli piuttosto che chiudo l'asporto". Lasciando da parte il significato pratico di tali parole, stendendo un velo pietoso sul termine "asporto", credo ai fini della presente mia denuncia che peggio di così sia impossibile esprimersi, specie da parte di chi è sindaco di una città come Milano.
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