Diario di Inge
Lettore forse ingenuo di Inge Bachmann, colpito solo dai suoi estri narrativi, ho preso, dopo Il trentesimo anno e dopo Tre sentieri, un suo diario di guerra corredato da lettere di un caro amico dei tempi bui, un ebreo poi passato in Palestina - non ancora ribattezzata Israele. Il diario sa di poco, come le lettere. Il libro che ne consegue, incolpevoli i due giovani autori, è un vero bidone. Targato Adelphi. Un episodio di sfruttamento della fama di Inge Bachmann?
I testi sono caricati di contenuti "politici" dal curatore. Il quale sguazza nella confusione tra la vita dell'autrice e la sua opera letteraria. Si tratta secondo me di un errore da evitare con la massima cura.
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