Gomorra in serie
Aggirandomi tra i canali tv ho trovato la serie "Gomorra". Avevo visto il film di Garrone, ottimo; avevo letto qualche decina di pagine del libro di Saviano, che però mi aveva infastidito a causa del suo " campanilismo": Napoli è un rilevante porto sul Mediterraneo, una città-nazione, ma non esageriamone la rilevanza luciferina.
Ho apprezzato subito la serie "Gomorra" per gli esterni, per alcuni degli interni, per le facce dei personaggi, per i colori. Per i notturni.
Sono più affascinato che preparato, mi si perdoni quindi qualche imprecisione. Si tratta di una saga al cui centro agisce Gennaro Savastano (Salvatore Esposito è il nome dell'interprete), un giovanottone in carriera che, mi pare, raggiunge la posizione di boss dei boss dell'area napoletana. Lui e tutti gli altri controllano lo spaccio dell'eroina e/o cocaina. Vanno in giro su spocchiosi macchinoni tedeschi, mentre la manovalanza scorrazza su grossi scooter. I vari boss si combattono reciprocamente, si alleano, si tradiscono, si ammazzano. Ecco, vige la pena capitale in "Gomorra". Un colpo di pistola e via il prossimo.
Si è all'interno del male.
Se non sbaglio è la seconda volta che io seguo una serie, ora mi ricordo " Twin peaks", comunque mi sarà capitato quel che capita a tutti: si finisce con il seguire i personaggi, gli intrecci, si parteggia, ci s'immedesima: dimenticando magari di pensare?
A quanto ne capisco Gennaro (Genny) Savastano termina il suo percorso di ripresa del comando, dopo una pausa tutta imprenditoriale, entrando in clandestinità o meglio in uno stato di protezione che assomiglia a una reclusione a cura di suoi alleati. Sepolto vivo?
In una (la prima?) serie precedente Genny è un ragazzo viziato e poco propenso all'azione. La incarcerazione "41 bis" del padre Pietro e lo sbaraglio centroamericano a cui lo manda la madre Imma lo trasformano in una belva. Trattasi di formazione, al male beninteso, ma di formazione certo.
Direi che questa serie, di cui le vicende precedono quelle della serie descritta qui per prima, è esteticamente meno buona. Molto valida è la rappresentazione della funzione di contropotere sociale ed economico delle organizzazioni criminali a Napoli e non solo. Da una parte ci sono "le guardie", dall'altra le org. crim. che il popolo pare non disdegnare affatto, tanto fa pena lo Stato...
Altro:
... risalta il fatto che i boss e i sottoboss vivono in casermoni malmessi - come il loro popolo, si potrebbe dire - ma gl'interni scoppiano di lusso ed eleganza (marchiani) visibili solo agli iniziati. I boss in genere sono virtuosi della clandestinità, se non del " basso profilo" apparente...
... Chiaro: mi riferisco alla rappresentazione. Cioè all'immaginario ... Non sono un criminologo ... Né un sociologo... Guardo...
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