Terrorismo?
E. Galli della Loggia (Corriere, 21 xi) sostiene che in Italia negli anni settanta sia stato attivo qualcosa che lui, pigramente, chiama "terrorismo". Nero e rosso.
Il terrorismo fu in realtà l'arma usata dagli anglo-americani durante gli ultimi anni della guerra: bombardamenti delle nostre città grandi piccole piccolissime, popolazioni nascoste nei rifugi, morti a migliaia. Copyright del termine "terrorismo": Churchill.
Eventi definibili come terroristici furono le stragi di Milano, Brescia, San Benedetto, Bologna (se basta), non attribuibili certo a Potere operaio, o a Lotta continua. A tali organizzazioni è attribuibile semmai la violenza rivoluzionaria. Organizzazioni clandestine come le Brigate rosse ebbero altresì da questo punto di vista un ruolo di punta con il sequestro e l'uccisione dell'esponente d.c. Aldo Moro. Non pochi esponenti del Sistema (Capitalismo, Imperialismo, Stato e loro camerieri) furono colpiti dalle Br e da organizzazioni simili, che con ogni probabilità, sì, "terrorizzarono" il Sistema stesso.
EGDL sostiene che le organizzazioni della sinistra extraparlamentare ebbero sostegno da parte di molti intellettuali. Perché no? V'era ai tempi un movimento proteso verso il socialismo. Tale movimento è stato sconfitto. Se di "rimozione" (altro termine usato a capocchia) si deve parlare, ebbene: molti, che furono attivi in tale movimento hanno dimenticato (lasciamo Freud in pace) tale sconfitta - e i loro errori che portarono alla sconfitta.
Quanto alle stragi fatte con bombe nascoste in banche, treni, stazioni, piazze eccetera (1969-1980), esse furono e sono attribuite a gruppi "fascisti", con ogni probabilità usati dal Sistema contro il movimento che lottava (male) per il socialismo.
I neofascisti negli anni settanta menarono le mani e non solo, specie dove erano presenti in forze (a Roma, per dire: qui a Firenze non mi pare). Si trattò del "terzo tempo" di una partita iniziata attorno al 1919 e gloriosamente ripresa nel 1943. Forse interminabile.
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