Quattro libri

 Leggendo Addio a Recanati, di Giorgio M.Bergamo, ho trovato che il narratore da bambino ebbe Le veglie di Neri, di Renato Fucini, e subito l'ho cercato tra i miei libri. Il rilegatore a me ignoto di questo volume, uscito in versione scolastica verso la fine degli anni venti del secolo scorso e piuttosto rovinato - con ogni probabilità da mia madre, allora una bambina sugli otto anni, e dal tempo trascorso, dai vari lettori - nel fare il lavoro sembra aver staccato dalle pagine certe strisce di "carta" trasparente che, ancora negli anni cinquanta, inumidite con acqua servivano a rappezzare fogli strappati e magari libri, prima che entrasse in uso il cosiddetto scotch. Sfortunatamente non ricordo come si chiamava tale "carta", usata da mia nonna e da me vista diverse volte. Ne restano tracce color caffè. Il libro di Fucini è oggi pressoché illeggibile, a meno di non essere studiosi di forme dialettali toscane, e piuttosto cupo*, squallido, tanto che ritengo almeno notevole che negli anni venti dello scorso secolo fosse regalato a bambini, non solo toscani come mia madre, ma anche emiliani come il Bergamo. Il cui romanzo autobiografico, che mi è stato offerto in dono dal mio libraio, sarebbe degno di nota se non fosse afflitto da ambizioni letterarie che, se lo rendono notevole e considerevole, gli levano incisività e mordente. Vedrò se raccontando la guerra (1939-1945) l'autore riuscirà a liberarsi dalle ragnatele. Comunque bravo, niente da dire.**

Nel contempo passo qualche ora a tradurre una raccolta di testi scritti da Johannes Urzidil - dal tedesco. Ho iniziato con Das Haus Colonna, dove si tratta di una vacanza in costa amalfitana nel primi anni venti del secolo scorso. Ancora non sono arrivato a tradurre tutto il racconto, ma posso riferire che durante la vacanza il narratore conosce il famoso scrittore russo Gorki, anche lui in vacanza nel sud insieme a una sorta di assistente e interprete - molto attenzionata dal narratore. Nelle stentate conversazioni con il russo il narratore apprende che quel grande sta scrivendo le sue memorie. Con mia grande sorpresa ieri mattina, su una bancherella, ho trovato un libro di Gorki intitolato La mia infanzia, che potrebbe essere *** il risultato di ciò che, a quanto pare, il russo faceva ai tempi in costa amalfitana, dove era andato per lenire il suo male ai polmoni.


* Le "veglie" furono serate - tra contadini - consistenti in scambi di racconti anche macabri a modo loro sapienziali.

** Ne scriverò ancora?

*** se non fosse stato scritto in un precedente soggiorno in Italia...

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