Pecore

 "Esce per Einaudi un volume sul proprio impegno" , si legge sul Corsera del 21 II. È un titoletto che sta graficamente sopra il titolo di una recensione. Di chi è l'impegno? Di una certa Horvilleur, ma ciò non c'interessa. Di tutti noi? 

Un docente d'italiano avrebbe segnato il "proprio" con "la matita blu". La proposizione tra virgolette consta di un soggetto ("un volume") un predicato verbale ("esce") un complemento di argomento ("sul proprio impegno") e un complemento di agente ("per Einaudi"). Quindi nel contesto della proposizione "proprio" è logicamente (v. l'analisi logica) riferito al volume. Ma il giornale intende riferirlo all'autrice del volume. Correttamente: "esce per Einaudi un volume sul SUO impegno".

La oscena inflazione dell'aggettivo possessivo "proprio" fa vittime illustri, qui il principale quotidiano italiano. Spesso "proprio" è usato senza motivo, per conformismo, al posto di "suo", ma le pecore che lo adoperano, se analfabete, possono incorrere in errori come quello qui segnalato.

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