Il figlio dell'altra, ovvero lo spettatore partecipante

 "Il figlio dell'altra" è un film del 2012 fatto da Lorraine Lévy con lo scopo manifesto di derazzializzare la questione israelo-palestinese. Uno scambio fortuito di neonati porta un bambino ebreo a crescere in una famiglia di palestinesi e un bambino palestinese a crescere in una famiglia di ebrei. Emerso l'errore si attua un rimescolamento delle carte non privo d'interesse. Amen.

L'avvenenza delle due madri mi ha indotto immagini erotiche, più che relativistico-pacifistiche.  "Se dunque non sei mia madre...", ho immaginato che possano pensare/sentire i due figli scambiati, "allora desiderarti è lecito..."

Un paio di idee freudiane, dunque: quella del complesso edipico ... e quella del "romanzo famigliare del nevrotico": i miei genitori non sono miei genitori, io sono figlio d'altri. Il film lavora, non so se consapevole, a tale fantasia. Che tra l'altro spiana la strada alle pulsioni edipiche...

Nonostante che odori di macchinazione ebraica - liquidatoria di un conflitto tra due popoli di cui uno solo è oppresso - il film non è spiacevole. Le due signore felicemente distraggono dal solito refrain...

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