Tifo

 Non so quante volte mi è capitato di vivere attorno a me - e forse in me - reazioni di opposizione a usi e costumi inconsueti ... il divorzio per "crudeltà mentale" ... la donna in pantaloni ... la donna al volante: "pericolo costante"... la donna fumatrice ... "in casa mia i pantaloni li porto io", diceva qualche marito ... le pubblicità interrompenti i programmi in tv ... giammai da noi! ... roba da "americani" ! Per altro mio padre masticava chewing gum e se non fosse defunto troppo presto avrebbe usato il computer, che lui chiamava "còmputer" ... le patatine fritte infilate in una busta sigillata già da un pezzo ... non la polenta fritta e tagliata a rettangolini, comprata dal rosticciere in piazza delle Cure ... "Maschera", gridava qualcuno magari per celia dentro un cinema, "buco in sala!" ... "Maschera, toccano!" ... Oggi non ci sono più le maschere, penso ... Se penso a come mi pare che fosse la vita sessanta o settanta anni fa e a come mi pare che sia oggi potrebbero venirmi le vertigini ... se penso a come si vestiva mio padre e a come mi vesto io ... se penso al fruscio delle auto elettriche ... se penso a un muratore nero come il carbone che traffica davanti alla mia finestra su un ponteggio e non parla la mia lingua fingendo di capirla ... ciò che rende sopportabile la trasformazione degli usi e dei costumi è la sua lentezza ... più cresce la velocità e più siamo spaesati ... Nulla è più stupido di chi tifa per le novità, che non abbisognano di tifo, infatti sono come la morte, inevitabili ...

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