Letture dantesche

 Una di queste sere ho ascoltato l'entusiasta Alessandro Barbero informare il pubblico di Rai Storia circa le vicissitudini politiche di Dante Alighieri, il quale fu esiliato da Firenze per "baratteria" - qualcosa che ha a che fare con la corruzione - durante la sua esperienza di "priore" della città. Io sarei invece favorevole ad aprire il poema che ha reso celebre Dante e a leggerlo aiutando la lettura, mal che vada, con le note ... quando la lingua del poeta dista troppo dalla nostra - che dalla sua deriva. Facendo a meno di sapere vita morte porcherie fiorentine e non, guelfi, ghibellini Bonifacio VIII eccetera. Se funzionasse tale modo di lettura, che potrebbe spingersi all' aprire a caso il poema, bene. Anzi, Carmelo Bene. Altrimenti per sapere la storia di Firenze sarebbe meglio rifarsi ai volumi del Davidsohn, o al vecchio Bargellini, o alla agile guida del Cardini. Di politici e politicanti fiorentini ce n'è a vagoni, di Dante ce n'è uno solo, ed è quello che sta nelle parole, negli endecasillabi, nella musica. Semmai. 

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