Probabilmente a causa della concomitanza di faccende più serie, oppure più "appassionanti", quest'anno l'esame cosiddetto di maturità è iniziato senza avere addosso l'alito collettivo dei media, il quale puzza. E' un fatto positivo, perché l'enfasi sulla maturità, in quanto incubo collettivo, aveva rotto veramente.
Tornando alle bocciature dei piccini, leggo che i respinti di Pontremoli (bel titolo!) saranno riesaminati, dal momento che l'ispezione avrebbe riscontrato "anomalie e irregolarità". Queste ultime, tuttavia, sono la regola di gran parte delle promozioni, ma com'è naturale nessuno fa ricorso contro una promozione.
Come all'università: se non vuoi avere problemi con gli studenti, promuovili. Promoveatur ut amoveatur, si diceva un tempo. Lo promuovi e te lo togli dai piedi. Che sia un direttore, un questore, un prefetto o uno studente, è uguale.
Tradurre
Le traduzioni aiutano i lettori non poliglotti ad entrare in testi altrimenti ostici o impossibili, ciò vale certo per le opere scientifiche, saggistiche, e per la narrativa. Per quanto riguarda la poesia non vorrei leggere testi tradotti a causa del fatto che la lingua non è solo uno strumento della poesia, ma un suo scopo anche musicale, il quale in traduzione si smarrisce o viene snaturato. Ciò mi riporta a quella narrativa che non abbia la lingua solo come strumento, ma la abbia anche come scopo. Neanche tale narrativa vorrei leggere in traduzione. Tuttavia la leggo, magari tentando in un secondo momento di entrare nell'originale. Leggere poesia, d'altra parte, è talvolta arduo anche se è stata scritta nella nostra lingua! La poesia che usi la lingua solo come strumento semplicemente non è poesia, ma è prosa distribuita nella pagina a imitazione della poesia. La narrativa che abbia la lingua anche come scopo è la migliore, secondo il mio gusto, d'altra parte apprezzo u...
Commenti