Sulle pagine fiorentine di un quotidiano nazionale scorriamo il risultato di un'indagine su quanto e che cosa leggono, in fatto di libri non scolastici, gli adolescenti della provincia. Leggono poco, pochissimo o nulla, le signorine leggono più dei signorini, i titoli sono a me, sessantacinquenne, sconosciuti, e ciò porta al punto meno scontato della ricerca: vi sarebbe una barriera, tra gli adolescenti e gli adulti, formata da due correnti contrapposte, da parte degli adulti quella dell'arroganza del lettore nei confronti del non lettore, da parte degli adolescenti (detti "nativi digitali")quella della diffidenza e dell'estraneità che costoro proverebbero nei confronti di chi non sguazza tra sms, cinguettii vari e social network.
Intanto cominciamo a stabilire che anche tra gli adulti si legge poco, pochissimo o nulla, e che i titoli preferiti, stando alle classifiche di vendita pubblicate dai media, sono sconfortanti.
Una persona competente mi suggerisce inoltre che, se l'indagine è stata fatta con il metodo delle domande, non c'è da fidarsi, infatti alcuni adolescenti ritengono di aver letto un libro anche quando ciò non è avvenuto secondo i modi dovuti.
Quanto all'arroganza di chi ritiene di aver letto per esempio Guerra e pace e Il nome della rosa nei confronti dei giovani non lettori, unita alla sua eventuale incapacità di connettersi "al mondo" tramite i mezzi che la tecnica odierna "offre", bene: ciò indica un problema, quello della competenza in che cosa di chi, e quello del valore di quale competenza e di chi.
Le due tribù convivono, ma una delle due, quella degli adulti, ha il potere, l'altra molti desideri.
A parte questo: disprezzare chi non sa chi è Flaubert non è meno idiota della diffidenza nei confronti di chi ignora You Tube.
Un matrimonio radicalmente sbagliato
Più di un secolo fa Sibilla Aleramo pubblicò il romanzo Una donna che ho riletto in questi giorni dopo che me ne aveva messo la voglia il libro di Sebastiano Vassalli su Dino Campana, La notte della cometa . In effetti ho ripreso in mano anche la raccolta degli scritti del poeta, Canti orfici , ma non è ora che intendo scriverne. Molti sanno che Dino Campana e Sibilla Aleramo vissero una esperienza amorosa dopo che lei aveva letto gli scritti di lui, ma non mi interessa scriverne. Il romanzo Una donna racconta in prima persona le vicende di chi, per motivi professionali paterni, si trasferisce da Milano a una cittadina "del Mezzogiorno", poi è costretta a lasciare, finite le elementari, la scuola e tuttavia volentieri si rende utile, prodigiosamente, nell'azienda diretta dal padre - adorato. La bambina diventa una adolescente che un collega d'ufficio corteggia non senza essere in qualche modo ricambiato con una certa complicità. Dopo reiterati tentativi il giovanot...
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