Faccia da turco

 Ho terminato la lettura (o rilettura?) di Faccia da turco (Ganz Unten il titolo originale, bellissimo), opera di Guenter Wallraff risalente agli anni ottanta dello scorso secolo. Ganz unten in tedesco significa completamente (ganz) in basso (unten). Com'è noto GW, un giornalista, si truccò "da turco" per fare osservazione diretta e partecipante delle condizioni ai tempi inflitte ai (lavoratori) turchi nella Repubblica Federale Tedesca, ancora distinta dalla repubblica Democratica Tedesca. Il lungo libro, edito in Italia da Pironti (Roma), è abbastanza noioso, eppure interessante. Scambiato davvero per turco, GW, o meglio Ali, riceve dai tedeschi suoi connazionali un trattamento quasi sempre irriguardoso e, come lavoratore senza diritti, viene sfruttato in modo particolare e anche impiegato in pratiche nocive. A parte il rilievo dato alla xenofobia (dei tedeschi), al loro razzismo, GW è incisivo soprattutto là dove mette in luce l'infamia della società industriale in genere, direi, e capitalistica in particolare, vera mangiauomini. 

La ricerca servì comunque a GW per proporre una critica globale della Germania degli anni ottanta. Grande fu il successo "a sinistra", poi, finito il tempo della DDR, a GW fu rinfacciata una collaborazione più o meno diretta con la famigerata Stasi (Staatssicherheit - sicurezza di Stato), organo poliziesco della DDR, per cui il suo lustro per così dire si appannò. Contriti i " sinistri", lieti i "destri'. Dopo il travestimento "da turco" GW ne realizzò diversi altri. 

A proposito: non male la DDR!


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