Il sindaco del rione Sanità
"Il sindaco del rione Sanità", opera di Eduardo de Filippo (1960) che non ho letto e che temo di non aver visto, ai tempi, per intero, è stata tradotta in linguaggio cinematografico da Mario Martone. Ho visto il film (2019) giorni fa (Rai Play). Nel complesso è godibile. Mi pare però che il pirandellismo eduardiano strida a contrasto con il gomorrismo della attualizzazione proposta da Martone. *
Non credo che i tamarri messi in scena da Martone possano essere tanto sottili, almeno nell'eloquio, quanto i personaggi eduardiani.
Comunque tento di riassumere. Un boss napoletano usa ricevere i suoi "clienti" e risolvere i loro problemi amministrando a modo suo la giustizia, infine s'imbatte in un aspro conflitto tra un padre e il figlio di quest'ultimo e, come dire? - ci rimbalza. Viene accoltellato a morte dal padre. "E' morto il sindaco del rione Sanità", dice qualcuno. Non saprei se Eduardo volesse con ciò dichiarare finito il tempo di questo genere di "sindaci". Avrebbe commesso un errore.
Ottimo il protagonista, ottimo il medico del medesimo, ottimo l'antagonista e accoltellatore, decorativa oltre ogni dire la consorte del protagonista. Utili le didascalie.
Martone ci ha provato.
* Pensate a Shakespeare messo in bocca a parlanti d'oggi, come avviene in certe traduzioni teatrali e filmiche.
Funziona? Non saprei.
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