La reginetta della frittata di cipolle

 La nuova versione di "Natale in casa Cupiello", trasmessa in questi giorni dalla Rai, ha come contesto "storico" l'immediato dopoguerra, mentre l'opera fu ultimata da Eduardo De Filippo nel 1931 e logicamente non contemplava né danni bellici all'appartamento in cui si svolge la vicenda, né accenni alla "fraternizzazione" tra giovani donne napoletane e soldati statunitensi di colore. A parte ciò, che mi pare resti marginale, la nuova versione con Sergio Castellitto è fedele al testo di Eduardo, almeno a quanto posso ricordare. 

Non sono insoddisfatto di quello che ho visto (Rai Premium, 24 xii 2020). 

Il colore, il calore, l'arredamento, i costumi, tutto funziona. Bene la moglie del protagonista, ("reginetta della frittata di cipolle"), bene il figlio, il fratello. Forse troppo bella la figlia, per altro dotata di vago "strabismo di Venere". Non male gli altri.

Bene anche Castellitto, per quanto il suo accento napoletano non convinca del tutto. Ma Eduardo come attore è inarrivabile.

Scrisse NICC a circa trent'anni. Io credo che - affettuosamente - intendesse procedere alla demolizione della famiglia tradizionale e della figura del padre. Opera che, all'ombra di Luigi Pirandello, ha continuato per tutta la vita. Non gli piaceva 'o presepe.

Del regista, De Angelis, ricordo " Mozzarella stories", davvero non male.




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