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leggiamo spesso titoli di articoli, su Repubblica, firmati da un certo Schiavone, ma non leggiamo questi articoli discutenti temi di civiltà democratica e istituzionale, dal momento che sappiamo che l'autore è sotto prossimo processo, a Firenze, per aver partecipato, come unico concorrente, ad un concorso universitario la cui commissione (incaricata di attuare il trasferimento di un docente da un'altra università a quella fiorentina) lo vedeva tra i commissari. E' una figura alla Escher, questa invenzione del "concorso universitario perfetto". Ecco perché non leggiamo i seriosi articoli dello Schiavone, il quale naturalmente, in merito alla sua vicenda giudiziaria, si dichiara, intervistato nelle pagine fiorentine di Repubblica, "sereno"...Come facciamo a sapere che gli articoli di questo signore sono seriosi, dal momento che non li leggiamo? Non importa bere tutto quanto il mare per scoprire che è salato.
Dando per assodato che gli insegnanti siano frustrati e avviliti, mentre potrebbe pensarsi che, almeno i non precari, godano invece di un minimo di certezza stipendiale, oggi rarissima, Repubblica (9 IX) apre una pagina sul tema. Lodoli, scrittore ed insegnante, cinquantatré anni, così lui, parte dalla constatazione della incomunicabilità tra lui e per esempio una studentessa x quindicenne...Lasciamo stare...questa incomunicabilità secondo Lodoli (lo do lì) dipenderebbe dalla settorializzazione operata nel tempo recente dal "marketing" per cui i vari "target" sono incomunicanti tra loro. E' un'idea divertente, e noi, che per fortuna non siamo insegnanti nella scuola dell'obbligo, la accogliamo con interesse. Solo che un insegnante non deve comunicare, crediamo noi, deve insegnare, ed è tipico l'abisso (in decenni) che si accumula tra l'insegnante e i suoi allievi, che hanno sempre le stesse età, mentre lui invece...Da molto, la scuola essendo sta...
abbiamo visto che un tredicenne è morto durante una gara motociclistica a Indianapolis (Usa), beninteso: il defunto, stando alla foto pure piccolino, pilotava una moto, non era lì a guardare...nessuno ci toglierà dalla testa che i suoi genitori e tutti coloro che hanno consentito al bambino di bruciare le tappe, magari per trarne vantaggi in soldi, siano responsabili di questa morte...non sappiamo niente delle regole che disciplinano il mototociclismo agonistico, né in Usa né qui...siamo però sicuri che in diversi si sentiranno, dopo questa morte stupida e iniqua, delle merde...
... secondo il Corriere i due che si sono scazzottati a Messina disputandosi una cliente/paziente in procinto di partorire, medici ginecologhi, sono universitari, uno ricercatore, l'altro dottore di ricerca...ci pare che questi due tizi mettano in scena lo spirito più autentico dell'università, spirito che altrove trova messe in scena (o in atto) meno risaltanti, in definitiva meno vere. Interessi privati in atti d'ufficio, gerarchismo gaglioffo, competizione di potere, gelosia...dobbiamo ringraziare i due cialtroni per l'illustrazione cristallina...
Secondo Repubblica (24 agosto 2010) gli adolescenti leggono (!) storie di maghi e draghi, se sono liberi di "scegliere", altrimenti stentano sui libri assegnati dai loro insegnanti. Quel che sa di scuola, insomma, rimane malvisto. Ciò c'induce a rispolverare una nostra vecchia idea, che qualsiasi testo obbligatorio o consigliato dalla scuola, sia Manzoni o Kafka, vada incontro ad un triste cammino. Deperisca. Meglio, per un testo, "non esser noto, nuovo, devoto al vuoto" (F.Fortini). La lettura, indipendentemente dal di che cosa, non dovrebbe essere né prescritta né fatta oggetto di patetiche perorazioni: la lettura può soltanto essere esercitata, silenziosamente. Noi abbiamo letto tra gli altri Salgari e Verne, da ragazzi, e non pochi libri ridotti alla nostra misura da redattori anonimi di romanzi celebri, tipo "Le avventure di Tom Sawyer e Huck Finn"...nessuno ci obbligava...gl'insegnanti non avevano tempo per "farci leggere" questo ...
...anche nell'università il pecorismo agostano si è imposto in tutta la sua desolante falsa ineluttabilità, studenti e professori eccetera, fino ai custodi, tutti in vacanza, tutti nelle stesse settimane...addirittura la mia facoltà, Vacuologia, chiude per una settimana, chiude proprio il portone, chiude quindi la biblioteca e quel poco che essa potrebbe "offrire"... il preside ha fatto gli auguri, tempo fa, di buone vacanze, come se fossimo un'azienda, ma non siamo un'azienda!...chi scrive, quest'anno, avrebbe potuto, se avesse voluto, magari a rate, farsi già un paio di mesi di vacanze, inosservato, indisturbato, è un esempio... è dunque ipocrita...chiudere come un'azienda...ed è ridicolo uniformarsi allo stile aziendale...una carnevalata... senza contare che gli intellettuali non vanno mai in vacanza, perché portano il loro lavoro dentro la testa...forse molti miei colleghi, tuttavia, non sono intellettuali, ciò che sospetto spesso ...sono intellettua...
A quanto pare molti giovani ricercatori (nel senso burocratico del termine) non terranno lezione all'inizio del primo "semestre" del prossimo anno, in termini pratici si asterranno da gran parte del loro lavoro, che com'è ovvio (specie nelle facoltà cosiddette umanistiche) consiste nello studio e nell'insegnamento, incluso lo scrivere in merito agli studi e/o all'insegnamento svolti. Tutti sono docenti, nell'università, e tutti sono ricercatori, in pratica, o non sono... I giovani ricercatori e quindi docenti giovani hanno timore fondato di perdere prossimamente il loro privilegiato ma precario posto di lavoro, visto l'andazzo astringente governativo, quindi faranno bene a darsi da fare: scioperare. Alcuni altri, invece, hanno timore soltanto (perché assunti in pianta stabile) di non poter fare carriera, cioè diventare professori associati e poi ordinari, sempre a causa dell'andazzo astringente governativo. Di questi ultimi merita dire che, non ...