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Due bambini innamorati

Guido Nobili nacque a Firenze nel 1850. Di famiglia agiata e numerosa, sua madre pittrice, esercitò la professione di avvocato e defunse nel 1916. Tra le carte che lasciò fu trovato un breve scritto intitolato Memorie lontane , pubblicato solo nel 1942. Da allora il libretto è stato ripubblicato molte volte ed è disponibile anche in rete. Successo postumo! Fino a pochi giorni or sono non lo avevo mai sentito nominare, poi l'ho trovato in un punto di scambio libri che frequento spesso. Dapprima l'ho scartato, ritenendolo una pubblicazione a spese dell'autore , di solito un genere micidiale, solo che nel cumulo ve n'erano tre copie e alla fine ho dovuto arrendermi: era un segnale. Orbene, Memorie lontane racconta di un anno della vita dell'autore da bambino - all'incirca decenne. Scorge segni dell'imminente indipendenza e unità nazionale, fuori e in famiglia, ma soprattutto conosce una coetanea, un bella bambina greca. S'incontrano nella grande piazza d...

L'imitatore di voci

Dal 1995 (tardi, quindi) ho iniziato a leggere le opere di Thomas Bernhard. Il mio primo libro fu Perturbamento (Verstoerung), che da allora mi ha incontrato quattro volte.  Consta di due parti. Nella prima il narratore, un giovane tornato a casa dalla città dove compie i suoi studi, accompagna il padre, un medico di campagna, nel suo giro di visite.  Si tratta di "casi ingrati", come dichiara il medico al ragazzo. Ingrati non solo dal punto di vista patologico ma anche dal punto di vista sociale. La prima parte è varia e cupamente curiosa. Il medico non risponde a una lettera del ragazzo, interrogativa in merito a certe difficoltà che esistono in famiglia specie dopo la morte della madre, con un'altra lettera, ma con il giro di visite fatto in compagnia. Guai seri, in giro, e poco ci si può fare, sembra che dica il medico al ragazzo, preoccupato in particolare dello stato inquietante della sorellina. Bernhard presenta una provincia austriaca afflitta, malata, dispe...

Nanni Balestrini è morto

La morte di Nanni Balestrini, di cui lessi moltissimi anni fa Vogliamo tutto e La violenza illustrata , ha indotto gli autori di "coccodrilli" a ricordare l'adesione del defunto al cosiddetto Gruppo 63, un manipolo di scrittori di più o meno solida fama che appunto in quell'anno vollero prender posizione contro la narrativa allora in auge. Un professore universitario di filosofia, Massimo Cacciari, di recente in un'intervista ha riferito di aver letto a 15 anni La fenomenologia dello spirito (F. Hegel); io nel 1963 avevo 16 anni, ma ignoravo tutto perfino del Gruppo 63, assai meno importante della FDS: iniziavo a tirar su la mia collezione di libri, questo sì. Comunque fosse e sia, il Gruppo 63 ce l'aveva su con Carlo Cassola e con Giorgio Bassani, come già sapevo e ho trovato confermato leggendo un "coccodrillo" nel Corriere della sera. Ora, guai a chi tocca Cassola, il quale ha scritto Un cuore arido , Ferrovia locale , Il taglio del bosco , e u...

Theodor Fontane

Il romanzo di fine Ottocento di Th.Fontane intitolato La signora Jenny Treibel racconta dell'opposizione di J.T. al tentativo di una giovane, Corinna, di entrarle in casa tramite il matrimonio con Leopold, che di J.T. è il figlio minore.  La casa Treibel è agiata ed in ascesa, il progetto di Corinna, figlia di un docente liceale e quindi non agiata, è dunque fondato sull'ambizione.  Corinna non ama Leopold, bada al sodo, così come J.T. bada al sodo, infatti si oppone al progetto di matrimonio e provvede a mettersi in casa, ospite, una concorrente agiata di Corinna, per quanto le stia antipatica. A quanto pare, invece, Leopold amerebbe Corinna, ed anzi la vedrebbe come "veicolo" adatto al superamento delle sue debolezze ed incertezze, solo che non è capace di andare oltre l'invio di letterine quotidiane a Corinna, che alla fine si stufa e procede a sposarsi con il cugino Marcell, un archeologo in ascesa, suo corteggiatore. Beninteso non amandolo. Corinna e Jenn...

Tradurre dal tedesco in italiano

Nel post che precede questo, ho scritto che "l'italiano della traduzione" del romanzo di Robert Schneider è buono. Significa che è insieme corretto e leggibile. Non conoscendo il testo originale, scritto in lingua tedesca, non so dire se la traduzione di per sé sia valida. Penso in genere, da dilettante in fatto di traduzioni oramai da decenni (dal greco antico e dal latino ai tempi della scuola, dall'inglese (psicanalisi e dintorni) in tempi meno remoti, dal francese (Proust), ed infine, assiduamente, dal tedesco), che una traduzione può essere buona anche quando, dal punto di vista della lingua d'arrivo, non è scorrevole. Ho tradotto "in proprio", allo scopo di coltivare il mio tedesco sordomuto,  molto da Kafka, un poco da Kleist, un testo da Goethe (Werther), un testo da Th. Mann (Mario e il mago), due raccolte di testi di Th.Bernhard, oltre che da qualche altro autore di rilievo minore. Da ultimo ho tradotto un romanzo di Th.Fontane, Jenny Treibel...

Le voci del mondo

Le voci del mondo , romanzo di Robert Schneider, è intitolato nell'originale tedesco Schlafes Bruder , che alla lettera significa "fratello del sonno".  In italiano la traduzione (Einaudi) dovrebbe essere "(la) sorella del sonno", è infatti in questione la morte, cui il sonno viene accostato, o paragonato, sennonché Tod (morte) in tedesco è maschile, per cui ecco spiegato quel Bruder (fratello). Pare che il romanzo, nonostante che a tratti presenti qualche difficoltà  per il lettore, come me, a digiuno di conoscenze tecniche e lessicali di musica, abbia avuto molto successo - internazionale. A parte il titolo, scelto forse per opportunismo commerciale, l'italiano della traduzione è buono, per cui la lettura è piacevole. In breve, si tratta della storia di un individuo dotato di genio musicale che, a causa del suo isolamento sociale e geografico, rimane sconosciuto e soprattutto non può confrontare le sue capacità con modelli colti. Il narratore della sto...

Erostrato

Nel caso che la versione di polizia, magistratura e media sul delitto avvenuto a Torino, dove un giovane marocchino con nazionalità italiana ha ucciso lungo il Po un giovane italiano a lui sconosciuto con una coltellata, sia veritiera, e a parte la spiegazione data dall'assassino, potremmo far ricorso esplicativo ad un racconto di Jean Paul Sartre, Erostrato , edito in italiano da Einaudi (Torino!) molti decenni or sono. Un tizio spara ad uno sconosciuto per strada, gli spara nella nuca senza neppure averlo guardato in faccia, perché ...  Leggiamo Sartre. Altrimenti rifacciamoci alla fenomenologia dell' Amok, evento descritto in referti etnologici dall'Indocina, da Giava, da Sumatra. Un tizio esce in strada e colpisce con una roncola chiunque si trovi davanti, finché qualcuno non abbatte lui. Del resto, un anno fa circa, un pensionato italiano, a Firenze, uccise con un'arma da fuoco, sull'Arno, un venditore ambulante africano che non aveva mai visto prima né sape...